01.11.2016 h 15:13 commenti

Lo "scout speed", una rete con troppi buchi: raffica di multe annullate dai Giudici di Pace, ecco perché

Il dispositivo montato sulle auto "civetta" delle forze dell'ordine è efficace per cogliere in fallo gli automobilisti indisciplinati ma spesso la contravvenzione non supera lo scoglio dei ricorsi
Lo "scout speed", una rete con troppi buchi: raffica di multe annullate dai Giudici di Pace, ecco perché
La rubrica “Giustizia a portata di click” è curata dall'avvocato Valeria Rinaldi. Negli articoli saranno trattati e spiegati alcuni casi specifici, cercando di fornire un'utile guida per districarsi tra norme e codici della giustizia italiana. Chi avesse un quesito da sottoporre all'avvocato Rinaldi può inviare una mail a giustiziaportatadiclick@gmail.com . Naturalmente sarà garantito l'anonimato.

Per coloro i quali fossero ancora fortunati ignari, lo scout speed è un sistema tramite il quale un auto 'civetta' della polizia, che circola normalmente, fotografa le auto che pongono in essere delle violazioni del codice della strada, al fine poi di notificare successivamente la onerosa sanzione.
Sull'auto è infatti collocata una piccola telecamera all'altezza dello specchietto retrovisore, sul parabrezza. Quest'apparecchio è in grado di rilevare la velocità delle auto in circolazione nello stesso senso di marcia, sia nell’opposta carreggiata con senso di marcia inverso, anche a distanze elevate ed anche di notte. Se l'automobilista, ignaro di ciò, supera i limiti di velocità, viene contravvenzionato.
Questi apparecchi sono in grado di rilevare sì la velocità, ma sono anche in grado di rilevare il mancato pagamento dell'assicurazione e la mancata revisione periodica del veicolo.
Ci sono però parecchi profili di illegittimità per le multe elevate a seguito di fotogramma dello scout speed, e per questo si stanno moltiplicando i ricorsi e le sentenze dei Giudici di Pace che annullano le sanzioni .
La segnalazione preventiva. Chiaramente non è possibile presegnalare la presenza dello scout speed perchè si tratta di una auto della polizia in movimento.
Eppure sia l’art. 142, comma 6 bis del Codice della Strada, che l'art. 4 della Legge n. 168/2002 impongono che le postazioni per la rilevazione della velocità vengano presegnalate agli automobilisti in maniera ben visibile, in quanto l'attività di controllo è strumento preventivo ed educativo e non meramente repressivo.
In base a queste norme sinora molti Giudice di Pace si sono espressi per la nullità della sanzione amministrativa irrogata in seguito a rilevazione tramite scout speed in quanto la rilevazione della velocità non era stata presegnalata al multato con il dovuto anticipo, imposto dalle norme di rango primario.
L'omologazione dell'apparecchio. Il Ministero dei Trasporti, nell'approvare il progetto cd. "scout speed", auspicava ulteriori prove di laboratorio dirette ad evitare l'errore di scarto derivante dalla velocità del veicolo "di controllo". Per questo motivo si deve sempre richiedere la produzione delle prescritte prove di funzionalità del dispositivo Scout Speed utilizzato e dunque la documentazione comprovante la conformità dello strumento e l’attendibilità dei risultati posti a fondamento della multa. I Giudici di Pace stanno annullando le multe derivate dalle rilevazioni "scout speed", quando la polizia non dimostra e non produce in giudizio la documentazione che comprova l'omologazione e la taratura dell'apparecchio.
La violazione della privacy. Un ulteriore profilo di illegittimità dello scout speed si profila per i casi in cui l'auto "civetta" ritragga il conducente a bordo del proprio veicolo frontalmente, in quanto proveniente da senso di marcia opposto a quello della polizia. In questi casi, oltre alle violazioni sopra enunciate vi è anche una violazione delle norme in materia di privacy. Lo Scout Speed agisce scattando un fotogramma ritraente l'immagine frontale del veicolo proveniente dall'opposto senso di marcia, e pertanto i conducenti all'interno dei veicoli vengono pertanto fotografati senza preventivo consenso, violandone la privacy. Anche su questo punto si sono pronunciati diversi Giudici di Pace aditi nelle varie parti dell'Italia invalidando le sanzioni irrogate in violazione della privacy dei conducenti.
Violazione del principio di uguaglianza art. 3 della Costituzione. Nelle sentenze finora depositate dai Giudici di Pace, si è evidenziata anche una palese violazione del principio di uguaglianza espresso dal celeberrimo art. 3 della Carta Costituzionale. Se lo scout speed viene usato per l'accertamento frontale delle violazioni, ossia per i veicoli provenienti dall'opposto senso di marcia, ciò consente di sanzionare solo ed esclusivamente gli automobilisti e non invece i veicoli che non hanno la targa apposta sulla parte anteriore, ovverosia i motocicli.
In questo senso la giurisprudenza sta annullando le multe irrogate con tale sistema in quanto lo scout speed, violando il principio di uguaglianza tratta in modo diverso i conducenti su strada di veicoli "selezionando" chi sanzionare e chi no, e quindi trattando in maniera diversa violazioni uguali (GdP di Este, Sent. n. 20/2014).
In conclusione, rispondendo alla domanda del nostro lettore, possiamo dire che è ben possibile impugnare la sanzione dinanzi al Giudice di Pace del luogo ove è stata commessa la violazione entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, nel caso in cui lo scout speed sia stato utilizzato dalla polizia per fotografare frontalmente il veicolo che percorre la strada in senso di marcia inverso; mentre più difficile resta la contestazione, più rara invero, delle rilevazioni cd "ad inseguimento".
Si deve però sottolineare che tali profili di illegittimità degli scout speed non devono essere letti come un invito a violare i limiti di velocità, quanto piuttosto un invito a difendersi da quelle sanzioni che risultano propriamente ingiuste per le concrete circostanze in cui la sanzione è stata elevata.
Valeria Rinaldi
 
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Data della notizia:  01.11.2016 h 15:13

 
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