12.08.2019 h 11:59 commenti

Levrieri salvati dalla morte in Spagna, ritrovano una nuova vita a Prato

L'associazione Insieme per Fbm in collaborazione con Fundaciòn Benjamin Mehnert, promuove l'adozione di cani che sono stati maltrattati o terminata la "carriera" come cacciatori vengo abbandonati o soppressi. Sono 15 quelli affidati a famiglie pratesi, a settembre ne arriveranno altri quattro
Levrieri salvati dalla morte in Spagna, ritrovano una nuova vita a Prato
In Spagna erano condannati a morte, a Prato hanno trovato una famiglia e tanto amore; sono 15 i levrieri che,  tramite l'associazione Insieme per Fbm, sono stati adottati e hanno potuto ritornare a muoversi in libertà.
"In Spagna – spiega Serena Giovannetti referente dell'associazione per la Toscana - i levrieri vengono usati per la caccia alla lepre, due anni di attività fisica intensa che spesso sfocia anche in maltrattamenti. Terminato questo periodo vengono abbandonati, spesso prima gli rompono le zampe, oppure portati ai canili dove, se entro 20 giorni nessuno gli adotta vengono uccisi. Il nostro scopo, in collaborazione con la Fundaciòn Banjamin Mehnert, è cercare di salvarli". Destino simile, anche per le cucciolate che vengono scartate: su 15 cuccioli generalmente uno solo è quello selezionato.
Il meccanismo di adozione è semplice e certificato: sulla pagina facebook Insieme per Fbm vengono presentati i levrieri in adozione, gli interessati contattano il gruppo adozioni e inizia il percorso. "Esistono regole precise – spiega Giovannetti - anche in rapporto fra l'età del levriero e quella dell' adottante, inoltre, personalmente faccio un sopralluogo nella casa della famiglia, questo per cercare il cane più adatto a quella situazione". Non sempre, infatti, il levriero scelto è quello giusto: "Uno dei problemi è la presenza dei gatti – continua la referente per la Toscana – molti levrieri non sono compatibili con i felini e quindi è necessario dirottare l'adozione su un altro cane".
Terminata questa fase, il levriero, con tutti i documenti sanitari e il passaporto, viene accompagnato in Italia e affidato alla famiglie. "I prossimi arriveranno il 21 settembre, a Prato ne sono destinati quattro. Le famiglie ospitanti saranno aiutate nelle prime settimane tramite una chat dedicata, comunque io sono sempre a disposizione".
Si crea così un gruppo di famiglie che si ritrova in varie occasioni: i levrieri, infatti, tendono a fare comunità fra loro, e legano meno con le altre razze, perciò i padroni cercano di trovare momenti di aggregazione in comune nelle varie aree di sgambatura della città.
"Quando mi è morta la mia cagnolina -spiega Fiorenza Bini  - non volevo più animali in casa, ma mio marito insisteva e soprattutto voleva un levriero, così mi sono avvicinata all'associazione e poi ho ne ho adottato uno, ormai siamo inseparabili"
I primi mesi di convivenza, però, sono sempre i più difficili: "Sono animali – spiega Elena Laurelli - che hanno subito maltrattamenti e hanno soprattutto paura dei movimenti bruschi e degli uomini che corrono. Con calma e pazienza stiamo cercando di guarire queste ferite".
Faticosa come esperienza, ma gratificante:" Biagio - spiega Fabio Pucci - è con noi da oltre 3 anni, è dolcissimo anche se si capisce che ha avuto tanti traumi".
Il 7 settembre e il 14, in occasione delle semifinali e delle finali della Palla Grossa accanto ai calcianti sfileranno anche alcuni levrieri dell' associazione, ovviamente ciascuno con i colori del Rione che rappresenta.
alessandra agrati 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  12.08.2019 h 11:59

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.