21.01.2022 h 11:00 commenti

Le telecamere di Rai3 a Cantagallo per un servizio dedicato all’Anfiteatro di Giuliano Mauri

Sarà trasmesso domani mattina nel corso del programma "Bellitalia", l'appuntamento settimanale dedicato ai beni culturali, ai musei e ai restauri, ma anche al paesaggio
Le telecamere di Rai3 a Cantagallo per un servizio dedicato all’Anfiteatro di Giuliano Mauri
Il Comune di Cantagallo, con il suo imponente e singolare Anfiteatro ligneo realizzato dall’artista Giuliano Mauri, è uno dei protagonisti domani sabato 22, alle 11, di "Bellitalia" l'appuntamento settimanale di Rai 3 dedicato ai beni culturali, ai musei e ai restauri, ma anche al paesaggio.
“Una positiva occasione di valorizzazione del nostro territorio e di questa opera d’arte di grande suggestione una delle ultime di Giuliano Mauri, che quasi giocando con i rami ha costruito uno stupefacente e fiabesco edificio vegetale, un’opera imponente in dialogo con il contesto dell’ambiente naturale che l’accoglie e la modifica”, sottolinea l’assessore alla Cultura Maila Grazzini.
La scelta del bosco di Luogomano per Mauri non fu casuale: in quella radura l’artista percepiva qualcosa di sacro e la struttura doveva dare il senso dell’adunarsi comunitario. Alessia Cecconi, direttrice della fondazione Cdse, ha raccontato alla giornalista Michaela Barilari le caratteristiche dell’opera - commissionata dal Comune di Cantagallo e realizzata con la collaborazione dell’Associazione Boscaioli Alta Toscana - insieme ai segreti dell’ambiente in cui è stato realizzata. “L’Anfiteatro ligneo è stato realizzato su una grande distesa erbosa, lungo la strada che dal Mulin della Sega conduce a Luogomano, un luogo del reale che dialoga con la suggestione dell’immaginario con la natura circostante - spiega Cecconi - Tra le ultime opere di Mauri, il più importante esponente dell’arte ambientale in Italia, l’Anfiteatro è stato realizzato  non lontano dalle sorgenti del Bisenzio, immaginato come ideale tempio di antiche popolazioni che all’acqua del fiume dovevano la vita”.
L’esperienza di Mauri (morto nel 2009) costituisce una sorta di provocazione al concetto di arte perenne e immutabile. Enormi colonne formate da rami intrecciati hanno visto piantare al loro interno esemplari di acero: crescendo, gli alberi vanno ad assorbire lentamente la struttura del tempio, fino a quando la natura, divenuta anch’essa artista e creatrice di forme, si riapproprierà nuovamente del luogo.
L'opera, che d'estate ospita spettacoli teatrali e concerti organizzati da comune di Cantagallo e Fondazione Cdse, nonché passeggiate e visite guidate, fa parte del parco ambientale all'interno del Complesso Artistico di Arte contemporanea del Comune di Cantagallo.
 
Edizioni locali collegate:  Val di Bisenzio

Data della notizia:  21.01.2022 h 11:00

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.