12.10.2018 h 16:39 commenti

La procura chiede di confiscare il "tesoro" delle famiglie Rom: due milioni e mezzo di euro tra denaro e beni

Case, terreni, conti correnti, polizze assicurative e carte prepagate: tutto fu sequestrato lo scorso anno perché i redditi dichiarati dalle famiglie non giustificavano tanta ricchezza. I giudici decideranno a novembre se passare il patrimonio allo Stato o procedere alla restituzione dei beni o di una parte di essi
La procura chiede di confiscare il "tesoro" delle famiglie Rom: due milioni e mezzo di euro tra denaro e beni
Immobili, terreni, conti correnti, carte prepagate, polizze assicurative: quasi due milioni e mezzo il valore del patrimonio sequestrato a giugno dello scorso anno alle famiglie Ahmetovic e Halilovic al termine delle indagini della guardia di finanza coordinata dalla procura di Prato. Una ricchezza che rischia di finire allo Stato se i giudici accoglieranno la richiesta di confisca avanzata dal pubblico ministero Lorenzo Gestri nel corso del processo che si sta celebrando per decidere il destino delle misure dei sequestri di prevenzione. Gli avvocati delle due famiglie Rom hanno replicato chiedendo la restituzione di tutti i beni ritenendo inesistenti i requisiti previsti dalla legge per legittimare il sequestro. Sequestro avvenuto per l'ampia distanza tra il valore del patrimonio e le entrate dichiarate dai componenti dei due nuclei familiari: in alcuni casi dichiarazioni dei redditi pari o molto vicine allo zero.
Famiglie che risultavano indigenti ma che in realtà disponevano di un tesoro come ha dimostrato l'inchiesta che ha ricostruito, euro per euro, la ricchezza sia degli Ahmetovic, con due componenti assegnatarie di case popolari (poi revocate dal Comune), che degli Halilovic con alcuni componenti proprietari di una villa a San Giusto. Non solo la sproporzione tra i possedimenti e la capacità reddituale ma anche i tanti precedenti penali di molti degli appartenenti alle due famiglie.
La tesi dell'accusa è stata respinta dagli avvocati difensori (Bertei, Nicolosi, Terranova, Dottore Giachino, Denaro, Simonetti) che hanno sollevato un problema di legittimità costituzionale della legge che prevede l'applicazione delle misure di sequestro patrimoniale. Le difese hanno ricordato ai giudici che la Corte Costituzionale ha recepito le censure della Corte europea dei diritti dell'uomo e a breve potrebbe arrivare il pronunciamento. I difensori hanno anche cercato di dimostrare che negli anni le famiglie hanno goduto di introiti leciti, questo per giustificare il possesso di case, terreni e soldi. I beni sono attualmente gestiti da un amministratore giudiziale. Prossima udienza il 24 novembre.
nadia tarantino
 
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Data della notizia:  12.10.2018 h 16:39

 
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