27.09.2015 h 16:50 commenti

La montagna ci mostra i nostri limiti ma è l'uomo che sa quando è il momento di accettarli e di fermarsi

Non sempre si avanza insistendo, talvolta si evolve lasciando, paradossalmente, andare. Apprendere e trasmettere ai nostri ragazzi i criteri per un corretto uso del desistere e dell'insistere permette di fornire loro un prezioso equipaggiamento per proseguire il viaggio
La montagna ci mostra i nostri limiti ma è l'uomo che sa quando è il momento di accettarli e di fermarsi
La montagna insegna che esiste qualcosa di assoluto, di inafferrabile,  di irraggiungibile. Qualcosa che ci trascende e ci sbatte spudoratamente in faccia limiti invalicabili che ridimensionano il nostro senso di onnipotenza.
Allo stesso tempo la montagna insegna che perseveranza, tenacia e determinazione conquistano vette apparentemente inaccessibili. Fatica e sudore si mescolano con volontà e motivazione. Ed il corpo obbedisce alle istanze interiori nonostante la stanchezza, nonostante le intemperie. Sì, perchè a questo punto domina la mente con i suoi poteri. Anche il respiro viene a poco a poco addomesticato e dopo qualche iniziale ribellione pazientemente si sincronizza al ritmo del cuore.
Tuttavia la montagna non insegna quando sia utile rinunciare e quando essenziale osare. Spetta all'uomo il privilegio di risolvere l'antico dilemma che vede contrapposti limite e sfida, accettazione e superamento. Forse proprio in questo sta la saggezza del mestiere di vivere: riuscire a discriminare quando dire e dirsi "basta" e quando "ancora di più". Saper scegliere quale delle due posizioni mettere in atto nelle varie fasi della vita: se investire ancora, insistere sul raggiungimento di obiettivi prefissati oppure cessare, nostro malgrado, ed accettare l'indesiderata  realtà, quando immodificabile,  per non rimanere intrappolati in vissuti di frustrazione con tutti quei "avrei dovuto", " avrei potuto" che ci schiacciano sotto il macigno della più pesante impotenza. Accettare è un verbo che non ci piace, ne preferireremo altri più gratificanti come osare, sfidare, combattere. Ma accettazione non è rassegnazione. Accettare significa stare di fronte alle realtà così come è ( quando immutabile) senza cullarsi nell'illusorio desiderio o nella sfrontata pretesa di poterla cambiare. Accettare l'inaccettabile se inevitabile richiede consapevolezza, sapiente distacco, eroico coraggio e padronanza interiore. Ma in caso di riuscita potremo, come d'incanto, sperimentare come accettare esiti  inaspettatamente in sblocco, in crescita, in ripresa del fluire della vita, in ritrovata serenità. 
Non sempre si avanza insistendo, talvolta si evolve lasciando, paradossalmente, andare. Anche se costa, anche se brucia, anche se fa male perché rimanda a quel limite che la montagna, maestra suprema, ci mostra. 
Arrivare alle vetta di questa conoscenza, apprendere e trasmettere ai nostri ragazzi i criteri per un corretto uso del  desistere e dell'insistere permette  di fornire  loro un prezioso equipaggiamento  per proseguire il viaggio.
Teresa Zucchi
 
Edizioni locali collegate:  Prato
Leggi gli Speciali:  I nostri ragazzi e dintorni

Data della notizia:  27.09.2015 h 16:50

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 
 

Digitare almeno 3 caratteri.

 
 
 
 

Speciale