09.02.2018 h 16:50 commenti

La mafia cinese... non era mafia: tutti scarcerati, il Riesame cancella il vincolo associativo

Colpo di scena nell'inchiesta che aveva portato all'arresto di 33 persone accusate di gestire con metodi mafiosi il trasporto merci delle aziende cinesi in tutta Europa
La mafia cinese... non era mafia: tutti scarcerati, il Riesame cancella il vincolo associativo
Non era mafia quella che dal quartier generale di Prato e dalla succursale di Roma controllava e gestiva il traffico delle merci cinesi in Europa. Il tribunale del Riesame ha escluso l'associazione mafiosa contestata a diversi dei trentatré cinesi destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare emessi nell'ambito dell'inchiesta China Truck della Direzione distrettuale antimafia di Firenze. Molti quelli che lo scorso 18 gennaio non sono sfuggiti all'arresto e che oggi, venerdì 9 febbraio, sono stati o liberati, o messi ai domiciliari con il braccialetto elettronico oppure messi all'obbligo di firma, destini differenti in base alle contestazioni mosse per ciascuno dagli investigatori.
Ai domiciliari il “capo dei capi”, così Zhang Nai Zong è stato definito dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze: l'indagato eccellente, difeso dall'avvocato Melissa Stefanacci, è stato scarcerato nel primo pomeriggio e trasferito nella sua casa a Roma. Dopo una complessa battaglia legale – decine gli avvocati chiamati a difendere gli arrestati dell'inchiesta che conta novanta indagati – e dopo una lunghissima camera di consiglio, i giudici del Riesame hanno smontato il quadro indiziario messo insieme dalla Dda non riconoscendone la gravità. Da qui l'alleggerimento delle esigenze cautelari: venuta meno la presunzione di pericolosità connessa al vincolo mafioso, si sono aperte le porte del carcere. Gli stessi giudici hanno anche annullato tutti i decreti di sequestro preventivo autorizzati insieme agli arresti: sotto chiave erano finiti otto società, sessantuno tra conti correnti e deposito titoli, due immobili, otto veicoli per un valore complessivo di diversi milioni.
Resta in piedi l'associazione a delinquere finalizzata ad una serie di reati: estorsione, usura, gioco d'azzardo, prostituzione, spaccio di stupefacenti.
Stando alle contestazioni, attività principale dell'organizzazione era la gestione a livello internazionale dello spostamento delle merci delle aziende cinesi dislocate in Europa; accanto a questo un'altra serie di attività criminali.
Soddisfatti gli avvocati difensori: della folta schiera fanno parte tra gli altri, oltre a Melissa Stefanacci, Patrizio Fioravanti, Tiziano Veltri e Antonino Denaro, Alessandro Fantappiè, Federico Febbo, Costanza Malerba e Jingxia Li..
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  09.02.2018 h 16:50

 
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