13.03.2019 h 13:10 commenti

La donna rimasta incinta del ragazzino aveva informato marito e conoscenti: nuovi sviluppi nell'inchiesta

Sfilata di testimoni davanti agli investigatori. Riscontri incrociati per accertare se i rapporti sessuali sono iniziati quando il ragazzo non aveva ancora compiuto 14 anni
La donna rimasta incinta del ragazzino aveva informato marito e conoscenti: nuovi sviluppi nell'inchiesta
E' la sfilata dei testimoni a segnare i passi in avanti dell'inchiesta della procura sulla relazione, dalla quale la scorsa estate è nato un bambino, tra la donna di 35 anni indagata per atti sessuale su minore e il ragazzo, oggi quindicenne, a cui dava ripetizioni. Diverse le persone convocate dalla squadra mobile, incaricata delle indagini. Gli agenti, che stanno lavorando in queste ore alla costruzione della cronologia del rapporto tra la trentacinquenne e il giovane, hanno sentito ieri la madre di quest'ultimo che ha raccontato l'improvviso e inspiegabile disagio manifestato dal ragazzo, disagio che si è fatto strada nella famiglia fino a diventare un dubbio, un sospetto che ad originarlo fosse qualcosa di particolarmente importante, anzi qualcosa di davvero grave. Fino a questo momento, dalle indagini sarebbe emerso che non soltanto la donna – oss di professione che nel tempo libero impartiva lezioni private – aveva rivelato al marito che lo studente era il padre del bambino (circostanza confermata dal test del dna), ma che la stessa confidenza era stata fatta ad amici e conoscenti.
I sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, titolari dell'inchiesta, vogliono accertare se ciò corrisponde a verità e raccogliere elementi per chiudere in un arco temporale più preciso il legame. A pesare è l'età dei rapporti intimi tra i due: pare accertato che il concepimento sia avvenuto quando il giovane aveva già compiuto 14 anni, ma se dovessero emergere rapporti precedenti si aggraverebbe la posizione dell'indagata perché sotto questa età l'eventuale consenso del minore non è ritenuto valido e l'accusa passerebbe da atti sessuali su minore a violenza sessuale.
La trentacinquenne lunedì scorso, accompagnata dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri e dal marito, si è presentata in procura per raccontare la sua verità che è rimasta chiusa nelle stanze dei magistrati perché il verbale è stato secretato.
La donna avrebbe vissuto con grande consapevolezza la maternità raccontandola sulla sua pagina Facebook. Il ragazzino, invece, ha cominciato a manifestare un malessere che via via è cresciuto fino ad allarmare i genitori. Ad un certo punto la clamorosa rivelazione: il giovane avrebbe raccontato alla famiglia di avere avuto rapporti sessuali con l'insegnante di ripetizione che in estate aveva partorito. Da qui la denuncia presentata formalmente dall'avvocato Roberta Roviello che ha dato il via all'inchiesta. Venerdì scorso la trentacinquenne ha saputo di essere indagata: gli uomini della squadra mobile si sono presentati a casa sua, hanno proceduto ad una perquisizione, hanno acquisito il telefonino e la cartella di maternità, hanno sottoposto donna e neonato al prelievo per l'esame del test del dna. Test che nel giro di un paio di giorni ha attribuito la paternità allo studente mettendo un punto fermo all'inchiesta che mira ora ad accertare se rapporti intimi tra i due siano stati consumati anche prima dei 14 anni del giovane.



 
 
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Data della notizia:  13.03.2019 h 13:10

 
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