14.01.2019 h 12:27 commenti

La Corte d'Appello blocca la restituzione dei beni alle famiglie rom: sospesa l'esecuzione della sentenza del Tribunale

Accolto il ricorso d'urgenza della Procura che a dicembre si era vista respingere la richiesta di confisca del patrimonio, valutato due milioni e mezzo di euro. Adesso i giudici di secondo grado dovranno decidere nel merito
La Corte d'Appello blocca la restituzione dei beni alle famiglie rom: sospesa l'esecuzione della sentenza del Tribunale
Restano congelati i beni delle famiglie Ahmetovic e Halilovic. La Corte d'Appello di Firenze ha sospeso l'esecutività del decreto con il quale, lo scorso 4 dicembre, il tribunale di Prato aveva respinto la richiesta della misura di prevenzione patrimoniale finalizzata alla confisca dei beni avanzata dalla procura (LEGGI). 
Soldi, case, terreni, polizze assicurative, libretti postali, depositi bancari e cassette di sicurezza – valore due milioni e mezzo – non tornano dunque nella disponibilità delle due famiglie, almeno per il momento. Si dovrà aspettare la decisione nel merito dei giudici di secondo grado che dovranno stabilire se ha ragione la procura quando sostiene che il patrimonio è frutto di attività illecite e, a conferma di questo, riferisce la forbice molto ampia tra la ricchezza detenuta e i redditi dichiarati, o se invece ha ragione il tribunale di Prato che non riconosce il collegamento temporale tra quando sono stati commessi i reati e quando sono stati comprati i beni. Intanto c'è che è stata sospesa l'esecutività del dissequestro. La Corte d'Appello ha accolto l'istanza del procuratore Giuseppe Nicolosi e del sostituto Lorenzo Gestri che hanno fatto leva sul pericolo concreto di una dispersione del patrimonio in caso di restituzione visto che gli intestatari godono di libertà di movimento. La decisione del tribunale di Prato ha suscitato polemiche e anche la reazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini che, sui social, chiedeva: “E' normale”?
La schiera di avvocati degli Halilovic e degli Ahmetovic ha puntellato la strategia difensiva al problema di legittimità costituzionale della legge che prevede l'applicazione delle misure di sequestro patrimoniale e sulle censure della Corte europea dei diritti dell'uomo recepite dalla Corte Costituzionale. Il braccio di ferro non è finito.
nt


 
 
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Data della notizia:  14.01.2019 h 12:27

 
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