07.11.2017 h 19:05 commenti

La causa per gli Swap prosciuga le casse comunali. Da luglio spesi già 20 milioni di euro, azzerato il fondo di riserva

Entro novembre bisogna trovare 1,3 milioni per poter accedere al terzo e definitivo giudizio su questa intricata e costosissima vicenda. Biffoni: "Sciagurata l'operazione ma anche la scelta di non cercare una transazione"
La causa per gli Swap prosciuga le casse comunali. Da luglio spesi già 20 milioni di euro, azzerato il fondo di riserva
La causa inglese sui contratti Swap si rivela una nuova tegola sul bilancio del Comune di Prato. Entro novembre le casse comunali devono tirare fuori un altro milione e trecentomila euro da versare alla giustizia inglese e all'istituto finanziario Dexia, vincitore del secondo grado che ha ribaltato l'esito del primo. Il pagamento è l'unico modo per poter accedere al terzo e definitivo giudizio su questa intricata e costosissima vicenda legata ai contratti sui derivati stipulati nel lontano 2006 e annullati in autotutela nel 2010. 
La somma è una sorta di acconto sui costi legali e sugli interessi relativi ai differenziali non pagati tra il 2010 e il 2017, che Dexia deve incassare a seguito della vittoria di fronte alla corte suprema di giustizia londinese dello scorso 15 giugno. In sostanza, in attesa del terzo grado, si accontenta di 1,3 milioni di euro, ma li vuole subito. La giunta Biffoni, che aveva appena iniziato a predisporre le variazioni di bilancio di novembre già condizionate dalla sentenza sugli autovelox, è stata costretta così a buttare tutto all'aria e a rifare i conti. 
Toglietevi subito dalla testa i 36,5 milioni di euro che il Comune introiterà grazie alla vendita del terreno di Iolo e della sede della Prefettura perchè oltre a non essere ancora reali, non possono essere usati sulla parte corrente in quanto entrata straordinaria. Metà della somma sarà quindi, attinta dal fondo di riserva che ha in cassa circa 700mila euro e che di conseguenza verrà pressochè prosciugato. L'altra metà sarà frutto di economie, di residui  e di progetti da rinviare al 2018. Quali non è ancora chiaro ma il sindaco Biffoni assicura che ciò che è già stato finanziato e iniziato non sarà toccato. "Non tolgo niente - afferma - ma non potrò sviluppare idee e richieste che senza questo onere avremmo potuto finanziare. Da una parte essere a novembre ci aiuta perchè si tratta di rinviare solo di qualche mese. Quella degli swap è stata senz'altro un'operazione sciagurata, come sciagurata è stata la scelta di portare fino a questo punto il procedimento giudiziario. Quando sono arrivato nel 2014, da subito ho tentato la transazione, ma ormai era troppo tardi. Ci ho riprovato costantemente ma è stato tutto inutile. In Italia solo tre enti, tra cui noi, sono arrivati fino a tanto, gli altri hanno tutti raggiunto un accordo. Non è successo viceversa. Questo vorrà pur dir qualcosa". 
L'emorragia di denaro partita fino ad oggi dalle casse del Comune di Prato verso Londra è impietosa: ben 20 milioni di euro di cui buona parte versata negli ultimi sei mesi. Una cifra enorme che avrebbe permesso al Comune di rimettere a nuovo la città. Vediamola nel dettaglio. Le spese legali proprie ammontano a 3,8 milioni di euro (pagate in tre tranche 2011, 2014 e 2017). I differenziali non pagati tra il 2010 (anno in cui il sindaco Cenni ha annullato i contratti) e il 2017 ammontano a 12,4 milioni di euro e sono stati saldati a luglio scorso assieme a 2,5 milioni di euro di spese legali come immediata conseguenza della sentenza di secondo grado che dichiarando validi i contratti con il Comune di Prato, ha dato ragione a Dexia. Per arrivare a 20 milioni di euro si aggiungono ora 1,3 milioni di euro, frutto di un accordo tra legali in attesa del terzo grado di giudizio. La richiesta di Dexia è molto più alta: altri 4,5 milioni di spese legali e 2,2 di interessi sui differenziali non versati tra il 2010 e il 2017. Per ora placa il suo appetito con un 1,3 milioni di euro. Altrimenti sarebbe stato un esborso ancora più doloroso. Non è detto che non lo diventi nei prossimi mesi. Tutto dipenderà dall'ultimo grado di giudizio. 
Eleonora Barbieri
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  07.11.2017 h 19:05

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus

Digitare almeno 3 caratteri.