19.04.2017 h 12:16 commenti

La Camerata chiude la stagione concertistica: sul palco il pianista De Maria e il nuovo coro

Il cartellone 2017 dell'orchesta cittadina, intitolato “Le voci umane”, si congeda nel segno di Beethoven la cui musica aveva già tenuto a battesimo il debutto
La Camerata chiude la stagione concertistica: sul palco il pianista De Maria e il nuovo coro
L’ottavo e ultimo appuntamento della stagione concertistica della Camerata al Politeama (venerdì 21 aprile, ore 21) ha in programma composizioni nella tonalità di do minore, emblema classico del dolore. Una scelta che si inserisce dentro un cartellone 2017 intitolato “Le voci umane”, che chiude con Beethoven una rassegna  cominciata sei mesi fa (ancora con Beethoven), ma lo fa in forma corale, dopo l’entusiastica e inaspettata adesione delle 156 persone che hanno abbracciato l’idea e dato voce fisica al Requiem di Faurè nella Chiesa di San Francesco. 
E questa realtà vocale, plasmata professionalmente dai maestri  Elia Orlando, Mayumi Kuroki e Nicola Mottaran, corona questo ottavo e ultimo appuntamento intonando le parole della “Fantasia in do min. per pianoforte, coro e orchestra” di Beethoven: “Quando i suoni creano incanti /e si esprime la sacralità della parola/ si maturano eccelse cose”. Sono le parole della “Fantasia” beethoveniana che chiudono questa stagione musicale, e che suonano come una profezia (o un augurio). Un Beethoven in tonalità cupa di “do minore”,  che qui già sperimenta il legame universale della parola con la musica, che approderà in futuro all’universale  “Inno alla gioia”. 
Qui è il pianoforte di Pietro De Maria a condurre il tema che trasfigura la tonalità dolente in una epifania di speranza. Un programma che inizia con la “Sinfonia n.4 – Tragica” di Schubert, con un Adagio ancora in do min. che andrà a sfociare in un Allegro in do maggiore. Un programma che comprende la musica funebre massonica di Mozart, “Meistermusik” ancora in do min. dove a sorpresa l’ultimo accordo risolve in un radioso do maggiore. ( C’è il gruppo “Zero vocal “, un laboratorio nato nel Conservatorio di Bologna). Quasi come un “cameo”, a confermare l’affinità originaria della Camerata con Beethoven, in programma anche gli otto minuti dell’ ouverture “Coriolano”, musica pensata forse per la scena ma mai utilizzata a tal fine. Sul podio il direttore principale maestro Jonathan Webb.
Goffredo Gori 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  19.04.2017 h 12:16

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.