07.12.2021 h 14:36 commenti

L'unica impiegata è in aspettativa, il Giudice di pace chiude l'ufficio 'decreti ingiuntivi'

Da due settimane, e almeno fino al 20 dicembre, il servizio è interrotto con le conseguenti difficoltà per gli avvocati e i loro assistiti. Si attende che il tribunale sposti un incaricato dal Palazzo di giustizia
L'unica impiegata è in aspettativa, il Giudice di pace chiude l'ufficio 'decreti ingiuntivi'
Stop ai decreti ingiuntivi, se ne riparla il 20 dicembre. Forse. Succede all'ufficio del giudice di pace di Prato dove è bastata l'aspettativa chiesta e ottenuta dalla responsabile del settore per bloccare l'attività con tutte le conseguenze che questo comporta. Da oltre due settimane l'ufficio 'decreti ingiuntivi' è chiuso e riaprirà solo quando il tribunale sposterà un incaricato dal Palazzo di giustizia al giudice di pace, manovra che, a quanto se ne sa, sarà fatta nella settimana di Natale. Un disservizio bello e buono che sta creando difficoltà agli avvocati e ai loro assistiti in attesa di risolvere questioni e problemi più o meno datati.
“E' antipatico e non vorrei, purtroppo sono costretto dai fatti a dire che ve l'avevamo detto – il commento di Walter Vizzini, Funzione pubblica Cgil Prato-Pistoia – sono anni che denunciamo la gravissima carenza di organico agli uffici giudiziari pratesi ma, a parte l'onorevole Giorgio Silli che ci ha seriamente provato, nessuno ha fatto nulla. Perché stupirsi ora di un ufficio chiuso e di un servizio sospeso”?
Di denunce, lamentele, lettere, assemblee, sit-in e altre iniziative sono pieni gli archivi della Funzione pubblica Cgil che non ha mai smesso di chiedere interventi risolutivi su una pianta organica risicatissima, così tanto al limite che basta l'esigenza di aspettativa di un dipendente per far saltare tutto. “Talmente al limite i numeri a disposizione – spiega Vizzini – che non si può pensare di sostituire un ruolo da un giorno all'altro. Qui non si può nemmeno più parlare di coperta corta, qui siamo alle federe. Ecco come è ridotta la giustizia a Prato”.
Sulla vicenda è subito intervenuto il deputato di Coraggio Italia, Giorgio Silli segretario di presidenza della Camera: “La chiusura per aspettativa dell’unica impiegata - dice - è qualcosa di grottesco. Da anni, trasversalmente, la politica chiede al ministero di Giustizia di aumentare l’organico del tribunale per evitare disagi al territorio, ma da Roma non arriva risposta. A nulla sono valse fino ad ora interrogazioni parlamentari o le proteste dei sindacati. A maggio di quest’anno siamo anche andati al ministero io, il rappresentante della funzione pubblica e giustizia della Cgil di Prato, Vizzini, alcuni dirigenti e il presidente del tribunale. È una situazione devastante per le imprese del distretto e frustrante per il disagio che viene creato alla popolazione. Chiediamo ancora una volta che il ministero si attivi sperando di ricevere una risposta dalla direzione competente invece dell’ennesimo silenzio”.
nt


 

Data della notizia:  07.12.2021 h 14:36

 
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