07.12.2018 h 12:07 commenti

L'INTERVENTO/"Teatro Metastasio, il rinnovo dei vertici poteva attendere"

L'INTERVENTO/"Teatro Metastasio, il rinnovo dei vertici poteva attendere"
Riceviamo da Francesco Risaliti il seguente intervento sul recente rinnovo del cda del Teatro Metastasio.
 
 
Rinnovato pochi giorni fa il cda della Fondazione Teatro Metastasio: unica novità la nomina da parte della Regione di Gabriele Zampini al posto di Roberta Betti (Politeama Pratese). Nomina che segue la conferma dell’attuale direttore. L’atto, legittimo come da statuto, dell’assemblea dei soci giunge praticamente alla scadenza del mandato della giunta Biffoni: è un atto opportuno, oppure sarebbe stata più idonea una “proroga tecnica” di tutti gli organi fino a dopo le elezioni amministrative? Domanda di non semplice risposta in assenza di un’attenta analisi dell’attività del Teatro cittadino negli ultimi cinque anni. 
Il precedente direttore (giunta Cenni) è rimasto in carica fino all’autunno del 2015 quando, vanificati da scellerate scelte politiche i suoi sforzi per far ottenere al Metastasio la qualifica di Teatro Nazionale, gli fu dato il benservito. L’ultima stagione che porta la sua firma è quella 2015-2016. Dalla stagione 2016-2017 ad oggi il nuovo direttore ha firmato tre stagioni teatrali, l’ultima (2018-19) con la consulenza di Civica.
Analizzando i risultati delle due direzioni balzano agli occhi alcuni dati significativi ed inequivocabili. Per prima cosa l’incremento dei contributi pubblici, con una variazione in aumento nel 2017 di circa 1,7 milioni di euro a favore dell’attuale gestione. Mentre, netta ed evidente è la contrazione degli incassi da biglietti ed abbonamenti e da introiti per spazi pubblicitari con un decremento di 120 mila euro. Le spese generali sono aumentate nel totale di quasi 400 mila euro, ma diminuite alla voce “produzioni”. Cosa le ha fatte comunque aumentare? Le spese per stipendi e salari oltre agli oneri sociali e Tfr. Analizzando gli ultimi bilanci si nota un disavanzo pesante nel 2016 per oltre duecentomila euro, ripianato dall’utile di esercizio di pari importo del 2017. Cosa ha fatto contrarre la presenza di pubblico, soprattutto tra gli abbonati e fuggire a rotta di collo gli sponsor? Risposta che forse risiede nel gradimento dell’offerta artistica dei cartelloni annuali? Oppure nella gestione non oculata di spettacoli che riscuotono successi di critica e pubblico ma che sono lasciati nei magazzini del teatro e non fanno tournee?
Visti i risultati degli esercizi finanziari e tralasciando - o forse no - il rendimento artistico, è evidente come il rinnovo delle cariche risulti una forzatura degna di un “regime traballante”. Non sarebbe stato meglio prorogare ed attendere che le imminenti elezioni amministrative producessero un nuovo sindaco, una nuova giunta e soprattutto un nuovo assessore alla Cultura? Invece niente, arroganza politica, miopia e la più totale mancanza di cultura continuano a massacrare il Teatro Metastasio dopo la rinuncia al Nazionale. Così chi arriverà a giugno del 2019 - di qualunque colore politico esso sia - si troverà un Metastasio immobile e relegato a “salotto buono” per pochi intimi, purtroppo e come del resto per tutte le altre “eccellenze” culturali cittadine: Pretorio, Pecci e Museo del Tessuto.
Francesco Risaliti 
 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  07.12.2018 h 12:07

 
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