10.02.2018 h 11:41 commenti

L'impianto di raccolta inerti del Calice chiuso dopo blitz di Forestale e Arpat. Perquisite le sedi delle ditte del Consorzio

C'è un'inchiesta dietro la decisione dei responsabili del deposito che ha messo in crisi le aziende edili di tutta la provincia
L'impianto di raccolta inerti del Calice chiuso dopo blitz di Forestale e Arpat. Perquisite le sedi delle ditte del Consorzio
È legata a un'indagine dei carabinieri della Forestale la chiusura a sorpresa  dell'impianto di frantumazione e recupero di inerti del consorzio Calice che così tanta preoccupazione ha creato tra le imprese edili di Prato (LEGGI). 
Martedì 6 febbraio i militari e il personale di Arpat hanno effettuato un blitz nella struttura e perquisizioni nelle sedi delle ditte che compongono il consorzio: Co.edil, Cafissi e Endiasfalti. La notizia è riportata dal Tirreno in edicola oggi 10 febbraio. Secondo gli inquirenti  gli inerti sarebbero stati venduti  per cantieri diversi dalla seconda tangenziale, opera per cui dieci anni fa è nato il consorzio Calice su un terreno comunale con un'apposita convenzione che ne regola i rapporti. Secondo una prescrizione data da Arpat in uno dei vari rinnovi autorizzativi, il materiale frutto del riciclo degli scarti edili avrebbe dovuto avere come unica destinazione, a titolo gratuito, la costruzione della nuova arteria stradale che collega Prato, Montemurlo e i comuni del pistoiese a sud ovest della città. Questo perchè l'impianto sarebbe un cantiere e non un sito di inerti vero e proprio come confermerebbe la destinazione agricola del terreno comunale in uso. Secondo l'accusa invece, gli inerti riciclati sarebbero stati oggetto anche di commercializzazione per altre destinazioni.
La scelta prudenziale del consorzio di chiudere il Calice nonostante l'autorizzazione ambientale della Regione sia ancora valida, ha due conseguenze immediate. La prima sarà l'aumento dei costi per il completamento della seconda tangenziale perchè sarà necessario comprare il materiale che prima arrivava gratuitamente dal Calice; la seconda è la paralisi del settore edile perché da oggi non ha più un luogo vicino dove scaricare gli inerti. L'impianto, infatti, era l'unico attivo nel pratese ed avrebbe dovuto restarlo fino all'apertura del nuovo sito nei pressi del casello di Prato Ovest il cui iter non è ancora stato completato e su cui ora incombe un altro problema. Sarebbe stato individuato anche da Autostrade per farne l'area inerti necessaria alla costruzione della Terza corsia dell'A11, opera nazionale definita di pubblica utilità. E' presto per dire se tale area sarà  utilizzabile contemporaneamente anche dalle ditte del territorio.
 
 
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Data della notizia:  10.02.2018 h 11:41

 
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