19.04.2019 h 16:16 commenti

L'immobile del Creaf acquistato dalla Regione per 5,7 milioni di euro, chiusa la procedura di concordato

I soldi verranno ora girati ai creditori (progettisti, professionisti e fornitori). L'assessore Ciuoffo: "Non è un'operazione immobiliare, presto lo riempiremo di contenuti". Resta il capitolo penale nel quale il fallimento del Creaf è sfociato
L'immobile del Creaf acquistato dalla Regione per 5,7 milioni di euro, chiusa la procedura di concordato
Per il Creaf si riapre l'orizzonte. Nei giorni scorsi l'immobile di via Galcianese è stato acquistato dalla Regione Toscana attraverso la società, interamente partecipata, Sviluppo Toscana. Cinque milioni 700mila euro il prezzo versato. L'accordo era stato già raggiunto, mancava solo la firma. Un'operazione che mette fine alla procedura di concordato aperta nel 2017 dopo che il tribunale aveva dichiarato il fallimento della società pubblica composta per l'81 per cento dalla Provincia di Prato, per il 10 per cento dal Comune di Prato e per la restante parte dagli altri Comuni dell'area pratese. Soldi in arrivo ai creditori (progettisti, professionisti e fornitori) che, con l'intervento della Regione, recuperano più di quanto avrebbero fatto con la liquidazione fallimentare: il concordato, infatti, ha consentito al curatore di portare in cassa circa mezzo milione in più.
Si chiude un capitolo complesso per il Creaf che dopo dodici anni, dal 2005, ha dovuto arrendersi al nulla costato 22 milioni di soldi pubblici: mai un giorno di attività per quello che, nelle intenzioni degli amministratori che si sono succeduti nel tempo, doveva essere il nuovo motore dell'economia locale spinto da ricerca e innovazione tessile. Quello che non è stato fino ad ora potrà esserlo a breve. Lo lascia intendere l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Toscana Stefano Ciuoffo che respinge eventuali letture di operazione immobiliare: “Siamo solo all'inizio – dice – dobbiamo mettere contenuti dentro l'edificio di via Galcianese e solo allora avremo completato il percorso. L'immobile – assicura l'assessore – sarà utilizzato rapidamente”. Per renderlo fruibile, però, si dovranno spendere altri due milioni: i soldi già ci sono e serviranno a completare i lavori di ristrutturazione e a farne altri di manutenzione straordinaria. La soluzione sarà sicuramente legata a quella che era ed è tuttora la mission del Creaf: ricerca e alta formazione. Soluzione che interesserà solo il corpo principale dell'immobile, quello che si affaccia su via Galcianese; l'altra porzione sarà affittata per sei anni al Comune di Prato che trasferirà i suoi archivi attualmente sistemati in via Pomeria, anche qui in locali in affitto. Per l'amministrazione comunale un'alternativa meno onerosa con una spesa che si aggira sui 370mila euro l'anno.
Fatti due conti, l'operazione Creaf per la Regione si chiude con una spesa sotto il milione e mezzo di euro: a quanto pagato da Sviluppo Toscana, infatti, va scorporato il credito di oltre quattro milioni vantato dall'ente nella sua qualità di creditore privilegiato. Il contributo regionale al Centro di ricerca e alta formazione, negli anni, è arrivato a 11 milioni 300mila euro ma di questi quasi 7 erano fondi europei.
Resta il capitolo penale nel quale il fallimento del Creaf è sfociato: il processo si aprirà il 18 giugno. In nove dovranno rispondere di bancarotta semplice: tra loro il sindaco Matteo Biffoni in qualità di presidente della Provincia, il suo predecessore Lamberto Gestri e gli amministratori che hanno guidato la società, Laura Calciolari e Luca Rinfreschi.
nt
 
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Data della notizia:  19.04.2019 h 16:16

 
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