25.07.2020 h 09:24 commenti

L'avanzata del cemento, Prato prima in Toscana per incremento del consumo di suolo nel 2019

Più di 12 ettari interessati da nuove realizzazioni tra il 2018 e il 2019. La città tra i venti comuni italiani che hanno consumato più suolo ed è terza in Toscana per valore assoluto di superficie edificata. Lo dice il Rapporto 2020 di Ispra e Snpa
L'avanzata del cemento, Prato prima in Toscana per incremento del consumo di suolo nel 2019
Prato è tra i venti comuni italiani con più di 100mila abitanti che nel 2019 hanno registrato l'incremento più alto di consumo del suolo rispetto all'anno precedente. La città, unica della Toscana nella top 20, è al sedicesimo posto con un incremento di 12 ettari e mezzo. Un dato che fa di Prato il comune toscano che, nel periodo preso in esame, ha più di tutti gli altri aumentato il consumo di suolo; al secondo posto Mulazzo (Massa Carrara) e al terzo San Miniato (Pisa). Lo dice il Rapporto 2020 di Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e Snpa (Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente) che ha fatto la radiografia all'Italia rilevando che sono stati persi altri 57 chilometri quadrati di territorio al ritmo di 2 metri quadrati al secondo. “Il cemento – dicono gli esperti – cresce più della popolazione e, fatti due conti, è come se ogni nuovo nato italiano portasse con sé 135 metri quadrati di suolo consumato”.
Prato si ritrova anche in un'altra classifica nazionale, quella dei 30 comuni con più di 100mila abitanti che nel 2019 hanno consumato più suolo in percentuale: con il 33 per cento è quattordicesima. Tra le città toscane figurano anche Firenze e Livorno, rispettivamente con qualcosa più del 41 e del 27 per cento. E, sempre parlando di classifiche, Prato è il terzo territorio comunale della Toscana per valore assoluto di superficie consumata: 3.215 ettari; il primo posto è di Firenze e il secondo di Arezzo.
A livello provinciale, il suolo consumato nel 2019 ha raggiunto il 14,5 per cento, qualcosa come 210 metri quadrati per abitante; scendendo nel dettaglio comunale, oltre al 33 di Prato, si distinguono il 32,3 per cento di Poggio a Caiano, il 19,8 di Montemurlo e il 10,9 di Carmignano. Non ci sono, oltre a queste, altre percentuali a due cifre e si oscilla dall'8,4 di Vaiano al 2,2 di Cantagallo.
Il rapporto “Consumo di suolo in Italia 2020” pone l'accento, guardando alla fotografia di tutto il Paese, al rischio idrogeologico e sismico che la copertura artificiale delle aree comporta. La Liguria è la “regione con il valore più alto di suolo impermeabilizzato”, mentre, tornando al panorama nazionale, “il cemento ricopre il 4 per cento delle zone a rischio frana, il 7 per cento di quelle a pericolosità sismica alta e il 4 per cento di quelle a pericolosità molto alta”.
Sui dati pratesi interviene Sinistra Italiana: "Più di 12 ettari interessati da nuove realizzazioni: si trratta di un dato evidentemente non positivo che disattende politiche e normative volte all'obiettivo consumo zero. Se è vero che molto dell'attuale incremento di aree costruite è frutto dei preesistenti Piani regolatori e Regolamenti urbanistici, è necessario monitorare comunque lo stato di avanzamento del Piano operativo in vigore al fine di ricalibrare le norme nella direzione di fermare il consumo di suolo e preservare il territorio. Serve inoltre un intervento a livello regionale volto a incentivare la rigenerazione urbana e che aumenti fortemente gli oneri di urbanizzazione in presenza di nuovo consumo di suolo. Parallelamente - conclude Sinistra Italiana Prato - vanno bloccare le opere che impattano sul territorio ampio della piana tra Firenze e Pirato, mettendo in soffitta la nuova pista dell'aeroporto di Firenze e privilegiando interventi per la riutilizzazione del patrimonio edilizio esistente". 
Interviene anche Leonardo Soldi, consigliere comunale della Lega: "Come membro di opposizione nella commissione Urbanistica e ambiente del Comune di Prato, mi riservo di protocollare nei prossimi giorni una domanda d’attualità per chiedere maggiori lumi all’assessore e agli uffici tecnici al fine di conoscere con maggiore precisione a quali interventi sia dovuto questo aumento così rilevante di consumo di suolo, anche se, io per primo sono scettico sull’attendibilità di certe classifiche se lette in maniera decontestualizzata. Potrei supporre che queste nuove lottizzazioni non siano figlie dell’impostazione del passato piano operativo e di quello strutturale ancora attuale, ma piuttosto dovute a diritti edificatori già acquisiti e temporalmente fatti valere solo negli ultimi tempi, penso alle nuove lottizzazioni del Macrolotto 2. Piuttosto, ci sarebbe da domandarsi se passando davanti al campo dei Cavalieri a Iolo, quella previsione di realizzazione, che è stata oggetto di un’importante variante, fosse coerente con quanto il centrosinistra ha sostenuto fin dal 2014 sul tema della città verde e della bassa saturazione del territorio.  
nadia tarantino

 

 
 

Data della notizia:  25.07.2020 h 09:24

 
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