17.01.2020 h 11:39 commenti

Bullismo, l'assessore Leoni agli studenti: "Da bambina sono stata vittima e carnefice. Me ne vergogno"

Lo ha detto durante l'incontro alle Lippi con il maresciallo Giuseppe Giangrande, organizzato dopo che un alunno ha denunciato un compagno che lo aveva derubato del cellulare
Bullismo, l'assessore Leoni agli studenti: "Da bambina sono stata vittima e carnefice. Me ne vergogno"
Il coraggio di denunciare e il diritto a non subire ingiustizie. Questo il mantra che l'assessore alla legalità Flora Leoni ha ripetuto  ai ragazzi della terze medie delle Lippi, in occasione dell'incontro con il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande.
Un luogo non casuale visto che a novembre un alunno della scuola, dopo essere stato scippato del suo cellulare al termine delle lezioni, si è rivolto ad un insegnante per denunciare il coetaneo che lo aveva rapinato e aggredito. Ma ancora più particolare il modo in cui l'assessore ha parlato al giovane pubblico; partendo da un'esperienza personale di quando era bambina ed è stata vittima e carnefice di atti di bullismo. "Alla mia scuola – ha raccontato – era arrivata una bimba che era stata sballottata per tutta Italia prima di arrivare a Prato, non sapeva parlare bene l'italiano e aveva problemi a scrivere e quindi era presa di mira dai compagni. Era anche magra e la sua mamma per darle forza a merenda le preparava due cornetti con la glassa, un dolce che le piaceva molto, ma le compagne la costringevano a buttare tutto nel cestino. La bambina non solo subiva, ma a un certo punto si è coalizzata con il gruppetto contro un'altra ragazzina che aveva gli occhiali. Mi vergogno tantissimo di quello che ho fatto e da allora ho pensato che c'è il diritto a non subire e il dovere a difendere gli altri".
Un racconto che ha colpito la platea e sicuramente sarà motivo di riflessione come le parole di Giuseppe Giangrande che senza mezza termini ha definito quello che è successo al ragazzino a novembre una rapina impropria. "Non è un atto di bullismo – ha spiegato – ma un reato che se è anche commesso da un minorenne ha comunque conseguenze. Il ragazzo è stato condannato, seguito dai servizi sociali e per tutta la vita dovrà fare i conti con questo reato. Non credo che per lui fosse la prima volta, ma evidentemente nessuno ha avuto il coraggio di denunciarlo e così ha continuato sulla cattiva strada".
Nell'aula magna della scuola non c'era il giovane studente che ha denunciato, una scelta voluta dalla preside. "Un brutto episodio – ha commentato Sandra Bolognesi – che ha avuto un risvolto positivo, ma che non vogliamo caricare sulle spalle del ragazzino. Il fatto che si sia rivolto ad un insegnante vuol dire che siamo riusciti a costruire un rapporto di fiducia, l''intervento veloce dei carabinieri e il ritrovamento del cellulare hanno poi contribuito a saldare anche il rapporto con le forze dell' ordine".
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  17.01.2020 h 11:39

 
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