02.03.2021 h 17:31 commenti

L'Asl aumenta i posti letto Covid sia al Santo Stefano sia all'ex Creaf in attesa di attivare la nuova ala nord dell'ospedale

Oggi sono 72 i pazienti ricoverati in area medica, dove non ci sono più posti, e 15 in terapia intensiva. 28 quelli al Centro Pegaso dove il problema è la mancanza di sanitari. Le opposizioni in pressing sul sindaco
L'Asl aumenta i posti letto Covid sia al Santo Stefano sia all'ex Creaf in attesa di attivare la nuova ala nord dell'ospedale
L'Asl Toscana centro corre ai ripari per far fronte all'aumento dei ricoveri Covid al Santo Stefano. Tra oggi e domani dovrebbero essere attivati altri venti letti in area Covid ordinaria che già da ieri registra il tutto esaurito con 72 posti occupati su 72. Nel fine settimana dovrebbe aprire anche l'ala nord realizzata a tempo di record all'estremità dell'ospedale e inaugurata a inizio anno. La sua gemella, realizzata in contemporanea sul lato opposto, al momento continuerà a essere utilizzata per la vaccinazione della fase 1.
I letti a disposizione nell'ala nord dovrebbero essere una ventina e permetteranno una certa flessibilità nell'uso del personale dell'ospedale. Cosa che invece è difficile fare al centro Covid Pegaso allestito all'ex Creaf che necessita di sanitari dedicati. Per questo al momento l'aumento dei posti letto, che possono arrivare fino a 192 unità, è limitato e condizionato alla presenza di personale. In particolare nelle ultime ore sono stati attivati altri sette letti, passando da 23 a 30. Attivati e subito occupati perchè in poche ore i ricoveri sono già diventati 28.
Al gran completo anche la struttura La Melagrana di Narnali con 42 letti occupati su 42. C'è ancora margine di manovra invece, in terapia intensiva al Santo Stefano con 15 letti occupati su 20. Al momento quindi, non è necessario attivare un altro modulo.
Il sindaco Matteo Biffoni conferma la sua preoccupazione per la situazione anche oggi ma non è intenzionato a prendere provvedimenti specifici per i luoghi della movida e ritiene inevitabile che a breve tutta la Toscana diventi zona rossa. Il Movimento 5 Stelle lo invita a non limitarsi agli appelli alla cittadinanza sul rispetto delle regole "che come è evidente non serve", ma di intervenire con decisione come hanno fatto altri comuni. "Siamo consapevoli della sofferenza delle attività economiche e di quelle di tutta la comunità, - afferma la consigliera pentastellata Silvia La Vita - ma arrivati a questo punto aspettare e rimandare non serve e non aiuta, ma anzi rischia di portare l'ospedale al collasso. Le immagini di assembramenti incontrollati nei weekend in città dovrebbero imporre delle scelte immediate per la tutela della salute di tutti".
Anche il consigliere del Centrodestra, Leonardo Soldi, sollecita il primo cittadino: "Ieri in commissione ho detto che il Comune se vuole, può fare di più, ma non come ha volutamente male interpretato l’assessore Leoni, solo attraverso un'attività repressiva delle forze della municipale, che come correttamente ha ricordato il comandante Maccioni, non possono rischiare la propria incolumità personale quando si trovano di fronte a folle oceaniche, ma piuttosto che esse non siano lasciate da sole dal resto dell’amministrazione comunale, ovvero dal sindaco, il quale se vuole, può attivare un’azione preventiva con apposite ordinanze di ordine pubblico circostanziate, impedendo, per esempio, la sosta legata al consumo per quelle vie (e limitrofe) notoriamente oggetto di grandi assembramenti. Il sindaco può fare di più se lo vuole, governare significa a volte anche adottare scelte impopolari, molto più facile limitarsi a fare il ruolo di mero esecutore di scelte prese da istituzioni di grado superiore".
Fratelli d'Italia attacca il presidente toscano Giani: “Vorremmo sapere da Giani che fine hanno fatto i 300 posti letto Covid del Centro Pegaso, ad oggi la struttura è capace di ospitare solo 23 pazienti. Ma il Centro -  affermano Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Toscana, e Chiara La Porta, dirigente nazionale del partito di Giorgia Meloni. - non doveva servire ad arginare nuove ondate del virus ed alleggerire la pressione sugli ospedali? Come fa quindi il Santo Stefano ad essere già al limite? Ricordiamo che ad inizio legislatura, il Presidente Giani volle realizzare il Centro in fretta e fuori investendoci 5 milioni di euro, l’ex Creaf avrebbe dovuto ospitare fino a 300 pazienti.  L’immobile continua ad essere una fucina di sprechi dei governi di sinistra. Pratesi e toscani non si meritano una gestione così improvvisata e poco oculata della pandemia”.
 
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Data della notizia:  02.03.2021 h 17:31

 
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