06.04.2017 h 17:05 commenti

L'addio a Leonardo, una fondazione in suo nome per la sicurezza in città

L'ultimo saluto al portiere di notte ucciso giovedì scorso davanti al tribunale di Prato. Il parroco: "C'è sempre più bisogno di sicurezza in città, l'associazione servirà a questo". Le indagini continuano: affidato ad un perito informatico l'incarico di esaminare il contenuto del pc portatile della vittima e del telefonino e di una pen drive sequestrati all'indagato
L'addio a Leonardo, una fondazione in suo nome per la sicurezza in città
In ricordo di Leonardo Lo Cascio, il portiere di notte ucciso giovedì scorso davanti al tribunale di Prato, nascerà un'associazione per una maggiore difesa e sicurezza della città. Lo ha annunciato don Romano Faldi, parroco di Santa Maria a Colonica, che oggi, giovedì 6 aprile, ha celebrato il funerale del trentottenne ucciso da Abdelghani Ammari, il marocchino di 30 anni che ha confessato l'omicidio. “Ho suggerito alla madre di Leonardo l'idea di fondare un'associazione che abbia come fine la difesa e la realizzazione di maggiore sicurezza in città perché ce n'è sempre più bisogno” ha detto don Romano che ha invitato parenti, amici e conoscenti riuniti per l'ultimo saluto a Leonardo a partecipare alla raccolta dei soldi destinata proprio a questo progetto. “Di fronte al mondo che noi diciamo essere brutto, cattivo e violento – ha detto nell'omelia il parroco – c'è la rassicurazione di Gesù, le sue parole: in verità vi dico che non sarà mai che il male vinca il bene. Pensiamo a questo nostro amabile fratello Leonardo che è nei cieli e sta avendo la riprova delle parole del Signore”. A dare l'ultimo saluto un gruppo di persone che nel 1990 ha condiviso con Lo Cascio un'esperienza nei boy scout: “Ci eravamo persi di vista e ora lo ritroviamo qui. Grande il nostro rammarico per aver perso un ragazzo timido, introverso, intelligente. Perché i prepotenti prosperano e i buoni soccombono? Noi ce lo chiediamo”. Dopo la messa, la tumulazione nel cimitero di Santa Maria a Colonica.
Sul fronte delle indagini, il sostituto procuratore Celano ha affidato a un perito informatico l'incarico di esaminare il contenuto del computer portatile della vittima e del telefonino e di una pen drive sequestrati all'indagato. Il telefonino di Lo Cascio non è stato ancora trovato ma questo non esclude le verifiche che i carabinieri stanno facendo sui tabulati telefonici per accertare se davvero, come racconta l'arrestato, i due già si conoscevano e quella sera hanno litigato per un credito che il marocchino vantava per dosi di cocaina mai pagate. Un movente che, al momento, non ha trovato riscontri. 
 
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Data della notizia:  06.04.2017 h 17:05

 
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