10.11.2015 h 10:48 commenti

L'abbraccio di Prato al Papa: in 30mila lo hanno accolto. Dal pulpito parole per l'integrazione e la dignità del lavoro

Francesco è stato in città per un'ora e mezzo, mezzora in più del previsto. Nel suo messaggio parole di speranza e di incoraggiamento per i pratesi. Poi il ricordo delle sette vittime della Teresa Moda
 
Prato ha abbracciato Papa Francesco. Più di 30mila persone, secondo i dati forniti dal Comune, hanno accolto il Santo Padre, arrivato a Prato questa mattina martedì 10 novembre, per una visita veloce ma densa di contenuti e significati. Parlando dal pulpito di Donatello il Papa ha sottolineato l'importanza di temi come l'integrazione e la dignità del lavoro, usando parole dure per condannare lo sfruttamento del lavoro e facendo un riferimento ai sette morti nella strage della teresa Moda al Macrolotto.
La grande attesa per la visita di Francesco è iniziata questa notte quando centinaia di giovani hanno vegliato in San Francesco per prepararsi all'arrivo del Papa.
Alle 7 L'elicottero con il Papa a bordo è decollato da Roma in direzione di Prato. Per fortuna le condizioni meteo non hanno dato nessun problema e non c'è stata la temuta nebbia annunciata dai meteorologi.
Intanto piazza Duomo e le strade intorno al percorso papale si sono andate riempiendo velocemente di fedeli. Mentre allo stadio il vescovo Franco Agostinelli e il sindaco Matteo Biffoni erano pronti a dare il benvenuto al Pontefice insieme a 900 bambini presenti sugli spalti: si tratta di 500 studenti delle scuole pratesi e dei 400 atleti delle squadre giovanili dell'Ac Prato. 
Alle 7.45 l'elicottero del Papa ha iniziato a volteggiare nel cielo di Prato e le campane di tutta la città hanno suonato a festa mentre allo stadio i bambini hanno intonato canti di benvenuto. Alle 7.50 l'elicottero del Papa ha toccato terra sul prato del Lungobisenzio. Accolto dalle autorità, Francesco è sceso sul prato del Lungobisenzio ed è salito a bordo della Papamobile per iniziare il percorso verso piazza Duomo, abbracciato dal calore di migliaia di persone accalcate lungo le transenne.
Alle 8.11 il Papa è arrivato in piazza Duomo, sceso dalla Papamobile si è fermato sul sagrato per salutare la folla festante. Una delle prime a stringere la mano al Pontefice è stata una ragazza cinese. Poi il Papa ha varcato la porta della chiesa dove ha incontrato la rappresentanza del clero pratese e i malati. Subito dopo l'omaggio alla Sacra Cintola.
Alle 8.25 il Papa si è affacciato dal pulpito di Donatello, accompagnato dal vescovo Agostinelli. Una folla festante lo ha accolto. Il vescovo ha sottolineato come Prato sia una comunità laboratorio per la presenza di tantissime etnie. "Siamo una sfida avvincente per quella Chiesa che lei auspica come stile pastorale" ha detto il vescovo sottolineando come crisi mondo lavoro e immigrazione siano le due grandi sfide che la città sta affrontando.
Il Papa ha poi iniziato il suo discorso. Sono "un pellegrino di passaggio, poca cosa, ma almeno la volontà c'è". Ha esordito  così Papa Francesco e il passaggio è stato sottolineato da un applauso dei 5 mila presenti in piazza Duomo per ascoltarlo. Fra loro anche molti immigrati. 
"Prato è una città ricca di storia e di bellezza - ha detto il Papa -. E' la città di Maria: siete fortunati, siete in buone mani, mani materne che accolgono". L'invito di Francesco è stato a non restare chiusi nell'indifferenza ma ad aprirsi, a mettersi in cammino, ad uscire per avvicinarsi a uomini e donne del nostro tempo. "Uscire vuol dire rischiare - ha esortato Francesco - ma non c'è fede senza rischio".
Il Papa ha poi ringraziato i pratesi per gli sforzi fatti per accogliere e integrare la cultura delle persone: "Per un discepolo di Gesù - dice il Papa - nessun vicino può diventare lontano. Anzi, non esistono lontani che siano troppo distanti, ma soltanto prossimi da raggiungere. Vi ringrazio - ha aggiunto - per gli sforzi costanti che la vostra comunità attua per integrare ciascuna persona, contrastando la cultura dell'indifferenza e dello scarto. In tempi segnati da incertezze e paure, sono lodevoli le vostre iniziative a sostegno dei più deboli e delle famiglie, che vi impegnate anche ad adottare". 
Poi il Pontefice ha fatto riferimento alla necessità di un "lavoro degno" e ha citato le sette vittime del rogo della Teresa Moda: "E' una tragedia dello sfruttamento - dice -. Bisogna estirpare il cancro dello sfruttamento umano e lavorativo e il veleno dell'illegalità". Alle 9.11, esattamente un'ora dopo il suo arrivo in piazza, il Papa dopo aver incontrato le personalità sul sagrato del Duomo (ECCO L'ELENCO) è risalito sulla Papamobile per fare ritorno allo Stadio da dove è decollato alle 9.27 alla volta di Firenze. A bordo è salito anche il vescovo Agostinelli per partecipare al convegno nazionale dei vescovi italiani.
 
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Data della notizia:  10.11.2015 h 10:48

 
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