14.09.2018 h 13:53 commenti

Ispettore Asl corrotto, arriva la mazzata della Corte dei Conti: "Paghi settemila euro per il danno all'immagine"

Riconosciuto colpevole di aver chiesto e ottenuto soldi dalle aziende cinesi in cambio di un alleggerimento dei controlli, l'ex ispettore, già licenziato in tronco, deve risarcire l'azienda sanitaria
Ispettore Asl corrotto, arriva la mazzata della Corte dei Conti: "Paghi settemila euro per il danno all'immagine"
Arrestato per concussione, condannato a tre anni di reclusione, licenziato in tronco e ora anche chiamato a risarcire il danno all'immagine provocato al suo datore di lavoro, la Asl. E' la parabola di Massimiliano Guarneri, ispettore assunto nel 2014 nell'ambito del piano di controlli nelle aziende cinesi voluto dalla Regione Toscana dopo l'incendio della confezione Teresa Moda costato la vita a sette operai. La Corte dei Conti ha condannato l'ex dipendente a pagare 7mila euro all'azienda sanitaria, oltre agli interessi e alle spese legali. Una sanzione inferiore e di tanto a quella che chiedeva il viceprocuratore generale della Corte dei Conti, e cioè 20mila euro per il danno di immagine e 10mila per il danno da disservizio.
Guarneri fu arrestato il 29 febbraio 2016 per concorso in concussione per avere chiesto soldi ai titolari delle aziende cinesi per evitare in tutto o in parte controlli e multe. L'inchiesta della procura di Prato portò a galla fatti per i quali già qualche mese prima l'ispettore era stato indagato e sospeso dal servizio in seguito alla denuncia di un imprenditore cinese che registrò una conversazione durante la quale gli veniva chiesto di pagare per alleggerire i controlli alla sua attività. Partirono da lì le indagini della guardia di finanza che passò in rassegna tutto il lavoro dell'ispettore riscontrando diverse anomalie. L'inchiesta ricostruì cinque richieste di denaro ad altrettanti imprenditori che, sentiti dagli inquirenti, confermarono versamenti di alcune centinaia di euro a fronte di pretese di diverse migliaia. Guarneri, davanti ai magistrati, ammise in parte le proprie responsabilità. E' già divenuta irrevocabile la condanna a tre anni di reclusione per avere intascato mazzette per 3.500 euro.
“In riferimento al danno all'immagine – si legge nelle carte dei tribunale contabile – senza dubbio la condanna dell'ex dipendente ha causato un nocumento all'amministrazione di appartenenza alla luce del rilievo assunto sugli organi di informazione che hanno concretizzato un evidente strepitur fori cagionando e amplificando il pregiudizio alla pubblica reputazione dell'amministrazione la cui immagine va intesa come diritto al conseguimento, al mantenimento e al riconoscimento della propria identità come persona giuridica pubblica”. Non è stata accolta, invece, la richiesta di riconoscere e sanzionare il danno da disservizio.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  14.09.2018 h 13:53

 
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