08.02.2020 h 09:32 commenti

Iscritti nel libro nero dei 'cattivi pagatori', coppia di pensionati vince la causa contro la banca

Segnalati alla 'centrale rischi' per un debito non pagato, ma l'istituto di credito - ha detto il giudice - "non ha indicato elementi significativi a sostenere che avrebbe avuto difficoltà a recuperare il credito". I due pensionati sono comproprietari di una dozzina di immobili
Iscritti nel libro nero dei 'cattivi pagatori', coppia di pensionati vince la causa contro la banca
Di punto in bianco si sono ritrovati sul 'libro nero' delle banche, segnalati come clienti con i quali è meglio non avere niente a che fare e richiamati a regolare in fretta e furia i rapporti in corso. Una situazione finanziaria, quella di due pensionati di Montemurlo, marito e moglie, considerata deficitaria dalla banca nonostante i numerosi immobili di proprietà e un'entrata annua complessiva, data solo dalla pensione, di oltre 35mila euro. I coniugi, titolari di un conto corrente e di una linea di finanziamento presso una filiale pratese del Monte dei Paschi, si sono rivolti al giudice e hanno vinto la causa. Il provvedimento d'urgenza presentato dagli avvocati Simone Frosini e Simone Goti al tribunale di Siena è stato accolto e all'istituto di credito è stato ordinato di 'procedere al ritiro o alla revoca' della segnalazione di sofferenza inoltrata ad agosto dello scorso anno alla 'centrale rischi', vale a dire al sistema che fornisce informazioni sull'indebitamento della clientela verso le banche o le società finanziarie.
La sentenza, pronunciata nei giorni scorsi, ha restituito ossigeno ai due pensionati che hanno dimostrato di non aver ricevuto nessun preavviso dalla banca prima della lettera raccomandata del 12 settembre scorso con la quale veniva comunicata la revoca di tutti gli affidamenti, il recesso dei rapporti intrattenuti fino a quel momento e, successivamente, la richiesta di circa 11mila euro a copertura di rate insolute relative al finanziamento che era stato concesso. Non solo: i coniugi hanno anche dimostrato di avere in corso un mutuo con un altro istituto di credito e di aver sempre pagato puntualmente le rate. Dalla loro anche il patrimonio immobiliare: proprietari di due case a Montemurlo e la donna comproprietaria, insieme al fratello, di altri dodici immobili.
La banca si è difesa sostenendo di aver fatto tutte le comunicazioni necessarie prima di procedere alla segnalazione alla 'centrale rischi' e che il debito che ha fatto scattare la procedura era noto a marito e moglie. Tesi respinta dalla difesa dei clienti che ha insistito sul fatto che non vi fossero i presupposti per la segnalazione di una posizione di sofferenza, tanto che il giudice, nella sentenza, ha ricordato che tale iniziativa 'non può scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito o dal volontario inadempimento, ma deve essere determinata dal riscontro di una situazione patrimoniale deficitaria, caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica equiparabile con la condizione di insolvenza”. Insomma, non basta ritardare il pagamento del debito per finire nella lista dei clienti 'inaffidabili' con tutte le conseguenze che ciò comporta.
nt
 
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Data della notizia:  08.02.2020 h 09:32

 
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