08.01.2017 h 17:26 commenti

Influenza aviaria, il ministero della Salute vieta ai cacciatori l'impiego di alcuni volatili come richiami vivi

Dopo che un volatile selvatico è risultato positivo al test, il ministero ha diffuso una serie di indicazioni sull'attività venatoria. Appello della polizia provinciale: "Rispettare con scrupolo le regole". E intanto, visto le basse temperature, è vietata la caccia negli stagni, nei corsi d'acqua e nelle paludi
Influenza aviaria, il ministero della Salute vieta ai cacciatori l'impiego di alcuni volatili come richiami vivi
Stop all'utilizzo di alcuni volatili impiegati dai cacciatori come richiami vivi nel corso dell'attività venatoria. La polizia provinciale di Prato informa che, in considerazione della mutata situazione epidemiologica che si è verificata in seguito al virus influenzale sottotipo H5N8 ad alta patogenecità in un volatile selvatico ritrovato morto in provincia di Gorizia, risultato positivo, è vietato l'utilizzo di uccelli da richiamo appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi nell'attività venatoria. Il divieto riguarda tutti gli appostamenti di caccia che non possono utilizzare i richiami vivi quali germano reale, alzavola, codone, canapiglia, mestolone, moretta, moriglione fischione, marzaiola e pavoncella. La sospensione sull'utilizzo dei richiami vivi è in accordo con quanto disposto a livello comunitario dove è stato riscontrato che gli uccelli selvatici e in particolare gli anatidi (anatre selvatiche), rivestono un ruolo fondamentale per quanto riguarda l'introduzione e diffusione dell'influenza aviaria, poiché in grado di mantenere la maggior parte dei virus influenzali aviari nell'ambiente. Il ministero della Salute ritiene necessario definire alcune misure minime per la corretta gestione di questi volatili. In particolare, i proprietari devono assicurare al momento del rientro presso l’allevamento/domicilio, la comunicazione ai servizi veterinari delle Asl competenti dell’avvenuto trasferimento dei volatili con indicazione delle zone di caccia dove gli uccelli sono stati utilizzati nel corso della stagione venatoria (se previsto, fornire il documento di rendicontazione); la comunicazione di qualsiasi variazione in merito allo stato sanitario degli uccelli da richiamo; nel caso si rinvengano soggetti morti, il conferimento tempestivo dei volatili ai servizi veterinari, i quali provvederanno all’invio all’Izs di riferimento per l’autopsia e la ricerca di virus influenzali; al momento del rientro, una rigida separazione tra gli uccelli da richiamo, il pollame domestico e degli altri volatili detenuti in cattività; un’accurata pulizia e disinfezione dei mezzi di trasporto e delle attrezzature utilizzati per il trasporto degli uccelli da richiamo; il trasferimento diretto dei volatili da richiamo, per impedire ulteriori contatti a rischio; un’accurata pulizia dei recinti eventualmente utilizzati per detenere i volatili presso gli appostamenti di caccia.
Nel luogo di detenzione dei richiami, se la persona addetta al loro governo è la stessa che si occupa anche di altri volatili allevati, devono essere garantite adeguate norme di igiene di carattere personale (lavaggio mani, cambio stivali, ecc.) e generale (attrezzi per il governo e la pulizia distinti).
Il mancato rispetto delle indicazioni comporta sanzioni penali. La polizia provinciale ricorda anche che, in considerazione delle previsioni metereologiche e delle previste basse temperature, è vietata la caccia negli stagni, nei corsi d'acqua, nelle paludi e negli specchi d'acqua artificiali coperti in tutto o nella maggior parte da ghiaccio. 
 

Data della notizia:  08.01.2017 h 17:26

 
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