13.02.2018 h 16:59 commenti

Indagato e poi condannato per tentato omicidio, dopo otto anni arriva l'assoluzione in Appello

Finisce l'incubo giudiziario per un 40enne che nel 2010 fu anche arrestato insieme al fratello minore, vero responsabile dell'aggressione scaturita dopo una lite per una partita di calcio
Indagato e poi condannato per tentato omicidio, dopo otto anni arriva l'assoluzione in Appello
Era intervenuto cercando di fermare il fratello più giovane che, armato di un machete, stava colpendo un giovane all'esterno del circolo Primo Maggio. E forse proprio il suo intervento aveva contribuito ad evitare una tragedia. Nonostante questo, però, si era visto prima indagare e arrestate, poi condannare per tentato omicidio. Un fardello che si è portato dietro per più di otto anni, fino ad oggi, 13 febbraio, quando la Corte d'Appello lo ha assolto perché il fatto non sussiste.
Protagonista un cittadino marocchino che adesso ha 40 anni, difeso dall'avvocato Antonio Bertei, che è riuscito a dimostrare la sua innocenza al termine di un lungo iter giudiziario. I fatti risalgono al 26 gennaio del 2010, quando due giovani maghrebini furono aggrediti e feriti a colpi di machete. Uno dei due, il vero bersaglio della spedizione punitiva, riportò lesioni gravissime alla testa che solo per miracolo non gli costarono la vita.  La polizia, nel corso delle indagini, ricostruì la vicenda, legata ad una banale lite scoppiata qualche giorno prima durante la trasmissione di una partita di calcio della Coppa d'Africa. I colpevoli vennero individuati in due fratelli: uno, quello difeso dall'avvocato Bertei, all'epoca 32enne, regolare in Italia e con un lavoro, l'altro allora 20enne, clandestino e invischiato in giri strani. Il destino dei due fratelli, nonostante il più vecchio avesse fin dall'inizio professato la sua estraneità, corroborata da alcune testimonianze, è poi proceduto di pari passo fino al processo di primo grado, quando il più giovane ha patteggiato una pena a cinque anni di reclusione, mentre l'altro si è visto condannare a quattro anni e nove mesi. 
Oggi, a otto anni dai fatti, per il 40enne marocchino è la fine di un incubo: i giudici d'Appello hanno riconosciuto la sua estraneità ai ferimenti, dando credito alle testimonianze di chi lo aveva visto adoperarsi per allontanare il fratello ed evitare che colpisse ancora i rivali. Nel frattempo, però, l'uomo ha perso il lavoro che aveva allora ed è stato lasciato dalla donna con la quale aveva una relazione.
 
 
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Data della notizia:  13.02.2018 h 16:59

 
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