25.11.2015 h 11:41 commenti

Incidenti provocati da animali selvatici: chi deve pagare i danni e cosa fare per chiedere il risarcimento

Il proliferare degli ungulati ha fatto crescere il numero di sinistri provocati dalla fauna selvatica. Le ultime norme hanno messo fine al rimpallo di responsabilità tra i vari Enti ma è necessario seguire il giusto iter nella richiesta danni
Incidenti provocati da animali selvatici: chi deve pagare i danni e cosa fare per chiedere il risarcimento
La rubrica “Giustizia a portata di click” è curata dall'avvocato Valeria Rinaldi. Negli articoli saranno trattati e spiegati alcuni casi specifici, cercando di fornire un'utile guida per districarsi tra norme e codici della giustizia italiana. Chi avesse un quesito da sottoporre all'avvocato Rinaldi può inviare una mail a giustiziaportatadiclick@gmail.com . Naturalmente sarà garantito l'anonimato.

E’ possibile chiedere il risarcimento del danno conseguente ad un sinistro causato dalla presenza di un cinghiale sulla carreggiata?
In Toscana la presenza di ungulati è cresciuta in misura incontrollata e sta causando gravi danni all’agricoltura, all’ambiente ed alla circolazione stradale, al punto che la Regione è pronta ad adottare un provvedimento legislativo ad hoc in grado di fronteggiare l'emergenza e che ci auguriamo possa affrontare anche la questione degli incidenti.
Nel frattempo la Cassazione ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno causato dalla fauna selvatica che invade la strada ai sensi dell'art. 2043 c.c., ed ha attribuito la responsabilità per il sinistro a colui che - generalmente un Ente pubblico - pur avendo i poteri ed il compito di impedire che dal transito e dai comportamenti degli animali selvatici derivino danni ai terzi, ha omesso di adottare le misure necessarie a questo scopo.
E' responsabile e per questo è tenuto al risarcimento, l'Ente che se avesse correttamente adempiuto ai propri doveri previsti dalla legge, avrebbe potuto evitare il verificarsi delle circostanze e delle cause che hanno poi determinato l'incidente.
Per capire quale è concretamente l’Ente tenuto al risarcimento occorre valutare nello specifico quali sono le cause e le dinamiche del sinistro: 1) il sinistro potrebbe essersi verificato a causa della mancata apposizione del cartello di pericolo fauna selvatica, o per l’assenza di illuminazione o guardrail catarinfrangenti, pur ad esempio se la strada costeggia una zona boschiva di ripopolamento faunistico; 2) così come potrebbe essere che il sinistro sia stato causato dalla riproduzione incontrollata degli ungulati che ha spinto tali animali ad avanzare ben oltre gli spazi di ripopolamento. 3) Oppure il sinistro potrebbe essere stato causato dal concorso delle due trascuratezze, e cioé sia dalla mancanza di segnazione del pericolo sulla strada e sia da un'inefficace gestione della fauna a densità non contenuta.
Nel primo caso la responsabilità è dell'Ente che ha la proprietà della strada e che a norma dell'art.14, Codice della Strada, ha omesso di fare quanto in suo potere per garantire la sicurezza degli automobilisti.
Nel secondo caso invece la responsabilità è ripartita a livello locale tra Regione e Provincia, così come sono ripartiti i compiti e le funzioni per la gestione della fauna, della caccia e dell'attività venatoria in genere.
Per quanto riguarda nello specifico la Provincia di Prato e la Regione Toscana, la materia è regolata dalla L.157/1992 e della L.R Toscana n.3 del 1994 le quali riconoscono la titolarità delle funzioni di gestione della fauna in capo alla regione ma prevedono un’ampia delega di poteri in materia alla provincia.
Questa compartecipazione nella gestione della fauna crea confusione nell'individuare il soggetto che ha trascurato di adempiere ai propri doveri, e provoca, nei fatti, che molto spesso tali Enti scarichino gli uni sugli altri la responsabilità del sinistro, non offrendo nessun risarcimento al malcapitato. Questo quadro si è notevolmente complicato a seguito del riordino delle province e delle funzioni loro attribuite con la Legge Delrio.
Quello che emerge dalle normative sopra richiamate è che la Regione è titolare di poteri di pianificazione, controllo e coordinamento della fauna selvatica ed invece la Provincia è titolare di funzioni amministrative relative all'attività venatoria ed alla caccia, attività fortemente legate, anche se indirettamente, con la gestione del patrimonio faunistico.
La contemporanea presenza di questi due poteri in relazione ad un medesimo settore impone agli stessi enti un ulteriore obbligo, ossia quello di coordinare le proprie azioni e collaborare.
Dunque sembra preferibile sostenere che le cause del sovraffollamento degli ungulati siano da attribuire al concorso delle responsabilità della Regione, che è titolare del potere di gestione della fauna ed avrebbe dovuto controllare i provvedimenti e le attività della Provincia, e della Provincia stessa che ha mancato di programmare il ripopolamento in maniera efficiente nonché di entrambe insieme in quanto non sono riuscite a collaborare e coordinarsi efficientemente .
Premesso che ogni incidente è un caso a sé, si può affermare che il più delle volte sarà ravvisabile un concorso di responsabilità, sia dell'Ente proprietario della strada, sia della Regione, che della Provincia, perché ognuno con la propria omissione dell'attività normativamente dovuta, ha permesso che la strada non fosse al sicuro per il conducente rispetto al transito ed ai comportamenti della fauna selvatica, e per questo motivo ognuno di essi sarà tenuto al risarcimento del danno in proporzione al proprio grado di colpa.
Di questa opinione è anche il Tribunale di Firenze che nella sentenza del 6.10.2014 ha riconosciuto una responsabilità concorrente della Regione, della Provincia e dell'Ente proprietario della strada che in quel caso era il Comune.
In conclusione chi subisce un incidente di questo tipo dovrà agire nei confronti di questi Enti e dovrà farsi carico di provare non solo l'incidente in sé, ma dovrà anche dedurre che l'amministrazione poteva ovviare alle problematiche che hanno causato il sinistro e non l'ha fatto ed, a questo scopo, è utile offrire alcuni brevi consigli per l'evenienza.
a) Anzitutto è bene chiamare subito e fare intervenire le Forze dell'Ordine così che esse possano accertare l'accaduto e fare i rilievi del caso ed in modo tale da precostituirsi una prova di quanto accaduto; b) in secondo luogo è bene far rilevare alle Forze dell'Ordine lo stato dei luoghi e l'eventuale assenza di cartelli stradali che indichino il pericolo di attraversamento animali; c) in terzo luogo è bene segnare i nominativi di eventuali soggetti che hanno assistito all'incidente che possano testimoniare e d) da ultimo, ma preliminare, occorre rispettare sempre i limiti di velocità e le regole di cautela in quanto la violazione del codice di condotta stradale può essere essa stessa la causa dell'incidente, ed escludere o limitare il risarcimento del danno da parte degli Enti preposti al controllo della fauna selvatica e della sicurezza della strada.
Valeria Rinaldi
 
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Data della notizia:  25.11.2015 h 11:41

 
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