04.01.2019 h 19:26 commenti

Inchiesta sui Cas, il Consorzio Astir lascia a casa quattro dipendenti, altri sei a rischio

Prime ripercussioni dopo l'inchiesta della procura sulla frode nella pubblica fornitura che ha coinvolto le otto strutture gestite dalle cooperative Astirforma, Verdemela e Humanitas che fanno capo ad Astir, la cui ex presidente è finita agli arresti domiciliari. La prefettura ha trasferito tutti i richiedenti asilo in altri centri. Il contratto di lavoro non è stato rinnovato a quattro persone e altre sei sono a rischio
Inchiesta sui Cas, il Consorzio Astir lascia a casa quattro dipendenti, altri sei a rischio
Quattro dipendenti della cooperativa Humanitas rimasti senza lavoro e sei della cooperativa Verdemela a rischio. Sono le prime ripercussioni dell'inchiesta della procura di Prato sulla frode nella pubblica fornitura per la gestione di otto Centri di accoglienza straordinaria gestiti dalla due cooperative e da Astirforma a Prato, Poggio a Caiano e Carmignano (leggi). La decisione della prefettura di spostare tutti i richiedenti asilo in strutture di altre cooperative anche in previsione di una risoluzione del contratto con il Consorzio Astir, a cui fanno capo le tre società, ha di fatto lasciato senza lavoro i dipendenti assunti per il servizio di accoglienza (leggi). Astir, dopo l'arresto della ormai ex presidente Loretta Giuntoli che si è dimessa anche dalla carica di legale rappresentante di Astirforma e Verdemela, ha ricomposto il Cda alla cui guida è stata nominata Fiorella Alunni. Prima questione da affrontare già nei prossimi giorni è la salvaguardia dei posti di lavoro perché non sarà facile ricollocare i dipendenti anche in un panorama ricco di cooperative e servizi come quello di Astir.
“I nostri due Cas davano lavoro a sei persone – dice Alessio Nincheri, legale rappresentante di Humanitas e successore dalla fine di giugno scorso di Alberto Pintus, indagato con il vicepresidente Roberto Baldini – i contratti sono scaduti il 31 dicembre e non sono stati rinnovati. La prefettura avrebbe prorogato il servizio per almeno altri cinque mesi in attesa dell'entrata in vigore vera e propria del Decreto sicurezza, e quei mesi ci sarebbero serviti per organizzare l'eventuale destinazione dei dipendenti negli altri nostri servizi. Il problema ad oggi riguarda quattro persone, perché delle sei del servizio accoglienza una è a tempo indeterminato e perciò resta, mentre una aveva già comunicato la volontà di non rinnovare. Per le altre quattro stiamo cercando un'alternativa attraverso il contatto con le cooperative che si sono fatte carico dei richiedenti asilo ospitati nelle nostre strutture”. Ventiquattro, tra cui donne e bambini, gli ospiti di Humanitas che la prefettura ha sistemato nei centri gestiti da Coop 22, Pane e Rose e Cooperativa Eccoci, le stesse che hanno accolto anche i richiedenti provenienti da Astirforma e Verdemela.
Sei dipendenti anche per Verdemela al cui vertice è arrivato Antonio Cirri, vicepresidente di Astir. “I contratti dei nostri dipendenti scadono nelle prossime settimane e al momento stiamo riflettendo sul da farsi – il commento di Cirri – è chiaro che la priorità è la salvaguardia dei posti di lavoro”. Verdemela è alle prese anche con il futuro degli appartamenti presi in affitto per aprire i Cas. A differenza di Humanitas che è proprietaria dei due immobili trasformati in centri di accoglienza a Carmignano, Verdemela ha stipulato contratti di locazione per gli alloggi di via Marini a Prato (di sua proprietà l'abitazione di via Umberto I a Poggio a Caiano): “Dobbiamo pensare alla mobilia e fare un ragionamento sui contratti di affitto – spiega Cirri – decideremo se lasciare oppure no nel caso ci vengano in mente altri progetti”.
nt
 
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Data della notizia:  04.01.2019 h 19:26

 
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