01.09.2016 h 18:52 commenti

Inchiesta Creaf, si profila anche l'ipotesi della bancarotta

Il consulente incaricato dalla procura di mettere in ordine le carte sequestrate avrebbe ravvisato gli estremi della bancarotta. La procura approfondirà la questione. Ad oggi nessun indagato nell'inchiesta che ipotizza il reato di malversazione. Intanto il tribunale ha detto sì all'elaborazione di una proposta dopo la richiesta di "concordato in bianco" presentata dalla società. Dal 2005 il Creaf è costato 22 milioni di soldi pubblici ma l'attività non è mai partita
Inchiesta Creaf, si profila anche l'ipotesi della bancarotta
Si profila un'altra ipotesi di reato nell'inchiesta della procura di Prato sul Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione mai aperto nonostante i 22 milioni di finanziamenti pubblici spesi. Alla malversazione potrebbe aggiungersi la bancarotta. Ieri, mercoledì 31 agosto, il consulente incaricato dal procuratore Giuseppe Nicolosi e dal sostituto Lorenzo Boscagli di mettere in fila incartamenti e documenti contabili relativi alla gestione e all'impiego delle sovvenzioni, ha depositato il risultato del suo lavoro. Risultato che sarà approfondito dalla procura e che, sembra di capire, lascia margini alla possibilità di contestare la bancarotta, reato per il quale, a differenza della malversazione, la prescrizione è ancora lontana. Il procuratore e il suo sostituto decideranno in tempi brevi se mettere il carico su un'inchiesta che non ha ancora indagati e che sta impegnando gli uffici e la guardia di finanza in una paziente ricerca della destinazione finale, euro per euro, dei 22 milioni di soldi pubblici ricevuti dalla società Creaf per realizzare un'attività di interesse generale che, nella realtà, non è mai esistita. Esiste solo l'immobile di via Galcianese, un immobile da sempre vuoto; esistono i debiti e con i debiti i tentativi di riempire gli spazi, di dare un senso a un'operazione che, nelle intenzioni dei suoi promotori – tutti quelli che si sono succeduti dal 2005 a oggi – doveva rilanciare, ammodernare, ristrutturare, rinvigorire il tessile. Cosa mai avvenuta in undici anni costellati da controversie politiche finite sulle scrivanie della procura. Il Creaf rischia di morire senza mai essere nato e per evitare questo l'amministratore unico Laura Calciolari tre settimane fa ha presentato al tribunale domanda di concordato in continuità. Una scelta obbligata dopo che anche l'ultimo bando per assegnare gli spazi è andato deserto nonostante affitti di pochissimi euro a metro quadrato e dopo la decisione dei soci (socio di maggioranza la Provincia con l'81 per cento e il resto diviso tra i sette Comuni con una prevalenza di Prato e Montemurlo) di chiudere i rubinetti dei finanziamenti. Il giudice Brogi, proprio ieri, ha nominato un commissario, il commercialista Castaldi, che dovrà, insieme all'amministratore unico e al consulente Tinagli, presentare entro 120 giorni una proposta di risanamento della società attraverso il pagamento dei creditori.  
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  01.09.2016 h 18:52

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus

Digitare almeno 3 caratteri.

 
 
 
 

Dossier