13.06.2018 h 00:02 commenti

Inchiesta Creaf, in procura interrogatorio di cinque ore per Matteo Biffoni

Il sindaco, indagato nel ruolo di presidente della Provincia, è stato sentito dal sostituto procuratore Boscagli. Accompagnato dai suoi avvocati, ha risposto a tutte le domande. L’accusa: cooperazione colposa in bancarotta semplice
Inchiesta Creaf, in procura interrogatorio di cinque ore per Matteo Biffoni
Un interrogatorio di cinque ore per spiegare la sua azione sul Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione costato 22 milioni di finanziamenti pubblici in 12 anni e dichiarato fallito lo scorso anno senza essere stato mai aperto. Il sindaco Matteo Biffoni, finito sul registro degli indagati per cooperazione colposa in bancarotta semplice nel suo ruolo di presidente della Provincia a partire dal 2014, ha chiesto e ottenuto di essere sentito dal sostituto procuratore Lorenzo Boscagli dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini. Biffoni, arrivato al Palazzo di giustizia nel primo pomeriggio di oggi, martedì 12 giugno, ha lasciato le stanze della procura intorno alle 20. Con lui l’avvocato Giuseppe Nicolosi e l’altro legale nominato recentemente, Pier Matteo Lucibello. L’accusa sostiene che di fronte ad una situazione economica e finanziaria già compromessa, la Provincia, socio di maggioranza del Creaf, abbia continuato a tenere in vita il progetto invece di alzare bandiera bianca. Biffoni non soltanto ha risposto a tutte le domande, ma avrebbe anche respinto le contestazioni di aver continuato a credere nell’avvio del Centro di ricerca e alta formazione sostenendo che ancora nell’autunno del 2015 c’erano segnali che facevano pensare di poter tagliare il traguardo dell’inaugurazione. A vuoto, invece, tutti i tentativi di riempire l’immobile di via Galcianese. L’inchiesta della procura conta altri otto indagati: Lamberto Gestri, che ha preceduto Biffoni alla guida della Provincia, gli ex vertici del Creaf Luca Rinfreschi (dimissionario nel 2014) e Laura Calciolari, e altri amministratori della società. Diversi, a giudizio della procura, i profili di responsabilità che hanno però portato allo stesso risultato: il dissesto della società. Richiesta di archiviazione per Daniele Panerati, primo amministratore del Creaf.
nt
 
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Data della notizia:  13.06.2018 h 00:02

 
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