11.01.2017 h 14:47 commenti

Inchiesta Colletti bianchi, scattano di nuovo le manette per il consulente del lavoro pratese

Nuovo arresto per Filippo Rosini già finito in carcere lo scorso novembre. L'accusa, questa volta, è associazione per delinquere. Stessa accusa estesa ad altre due persone
Inchiesta Colletti bianchi, scattano di nuovo le manette per il consulente del lavoro pratese
E' stato di nuovo arrestato oggi, mercoledì 11 gennaio, il consulente del lavoro Filippo Rosini, finito in carcere lo scorso novembre nell'ambito dell'inchiesta Colletti bianchi condotta dalla guardia di finanza e coordinata dai sostituti procuratori Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri. L'accusa è associazione per delinquere finalizzata al rilascio e al rinnovo dei permessi di soggiorno a cinesi che in realtà non ne avrebbero avuto diritto.

LEGGI  Falsi permessi di soggiorno: blitz con 15 arresti. Coinvolti professionisti e imprenditori.

Con il professionista, sono finite nei guai la moglie ed una stretta collaboratrice, una commercialista di Pistoia. Le due donne, subito dopo la retata di novembre (15 arresti, 19 obblighi di dimora e 49 denunce), hanno costituito una nuova società – la Omnia Ced - che secondo gli elementi raccolti dagli investigatori avrebbe continuato a garantire ai clienti cinesi la possibilità di ottenere, attraverso documenti fittizi, il titolo di soggiorno. A Rosini, che aveva ottenuto gli arresti domiciliari, è stato notificato il nuovo avviso di garanzia con la custodia cautelare, mentre la moglie è stata interdetta dall'attività imprenditoriale e la commercialista da quella professionale per quattro mesi.
Nonostante l'inchiesta, il lavoro sarebbe dunque proseguito e la procura avrebbe individuato almeno un nuovo caso di un cliente cinese per il quale sarebbero state sbrigate le pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno con il sistema dei documenti fittizi tramite i quali attestare domicilio e lavoro dipendente. “La palude è profonda – il commento del procuratore capo Giuseppe Nicolosi che oggi ha ricevuto il comandante regionale della guardia di finanza Michele Carbone – siamo di fronte ad un sistema criminale. E' un segnale brutto che denota l'assoluta mancanza di senso civico. La deterrenza del processo evidentemente non è sufficiente a scoraggiare condotte illecite”. La guardia di finanza ha compiuto anche oggi una serie di perquisizioni a carico di italiani e cinesi, mentre è in via di ricostruzione il flusso di denaro dell'attività dello studio professionale. Quanto alle aziende cinesi finite nel mirino dell'inchiesta, sono una trentina quelle già passate al vaglio degli investigatori che stimano, al momento, un'evasione contributiva di circa un milione. 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  11.01.2017 h 14:47

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.