17.05.2014 h 10:46 commenti

Incendio in pronto moda cinese, due feriti. Un operaio ai carabinieri: "La domenica non lavoriamo mai"

Intorno alle 10.30 è scoppiato un incendio in un pronto moda cinese. Fuggi fuggi generale di cinesi, tra loro anche donne con bambini. Estratto vivo un uomo che era nel capannone e che successivamente si è presentato al pronto soccorso con sintomi da lieve intossicazione insieme ad una connazionale. Milone: "Non sono stato ascoltato". Silli: "Da questo momento sono sospesi i rapporti con il consolato"
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Questa mattina, intorno alle 10.30, è scoppiato un vasto incendio nel pronto moda cinese Aox in via del Molinuzzo. Alle 12 le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco di Prato. Poco prima delle undici è stato estratto vivo un uomo dal capannone in fiamme. I vigili del fuoco hanno tagliato le sbarre di una delle finestre per farlo uscire più velocemente possibile. Era in pigiama e poco dopo essere uscito si è dileguato. Intorno alle 12.30 due cinesi, un uomo e una donna, si sono presentati al pronto soccorso con sintomi da intossicazione da fumo. L'uomo è lo stesso salvato dalle fiamme mentre lo donna si trovava vicino alla porta d'ingresso della ditta al momento dell'incendio. Entrambi sono stati sentiti dai carabinieri a cui hanno riferito che la domenica la ditta è chiusa e che l'uomo è entrato nell'azienda per salvare alcuni documenti dalle fiamme non appena si è accorto di quanto stava accadendo. Entrambi hanno dichiarato che all'interno non ci sono dormitori. Rintracciato anche il titolare della ditta, interrogato nel pomeriggio dai carabinieri. Testimoni raccontano di aver visto scappare via dei cinesi in pigiama, probabilmente si trovavano nella ditta attigua, anch'essa danneggiata dalle fiamme. Il pensiero è andato a quella tragica mattina del 1° dicembre scorso nella vicina via Toscana quando morirono sette operai cinesi in una ditta gestita da cinesi. Ed è a quella tragedia che fa riferimento l'assessore comunale alla sicurezza Aldo Milone, tra i primi ad arrivare sul luogo dell'incendio, allertato dagli attivisti della sua lista Prato libera e sicura che erano in zona a fare volantinaggio elettorale e che per primi hanno chiamato i soccorsi. "Per l'ennesimo volta non sono stato ascoltato. Lo avevo detto sei mesi fa che Prato è in pericolo ogni giorno. Mi dispiace tantissimo essere una Cassandra". Durissimo l'assessore all'integrazione Giorgio Silli, anche lui presente sul posto: "I rapporti con il consolato cinese sono sospesi". La strada è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni per permettere le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco di Prato. Sul posto anche un'ambulanza della Misericordia di Prato e una della Misericordia di Poggio a Caiano, polizia municipale e carabinieri. Le guardie ambientali volontarie Riccardo Calamai e Alessandro Cai sono state tra le prime ad arrivare sul posto perchè allertate dalla colonna di fumo nero che hanno visto mentre erano impegnate nella vicina Baciacavallo. La loro testimonianza conferma che in quel capannone vivevano moltissimi cinesi. "Dal retro e dal davanti abbiamo visto uscire molto più di dieci persone, tra cui tante donne con bambini. Siamo stati qui una settimana fa per dei controlli sui rifiuti abbandonati e abbiamo visto che l'immobile è a pianta quadrata con uscite anteriori e posteriori appartenenti a ditte diverse, separate da muri di contenimento. Entrambe sono state utilizzate dalle persone presenti all'interno per scappare." In tarda mattinata era attesa la visita della console cinese a Firenze che all'ultimo minuto ha dato forfait.
Un mese fa la ditta era stata controllata dalle squadre interforze che avevano riscontrato la presenza di soppalchi abusivi di cui era stata ordinata la demolizione.
La ditta bruciata fa parte di un grande capannone di proprietà italiana che fino a qualche anno fa ospitava il lanificio Cervino. Quando l'azienda è stata chiusa, l'immobile è stato frazionato in tante piccole ditte, tutte gestite da cinesi. Al piano superiore sono presenti delle abitazioni da cui sono stati visti scappare dei cinesi impauriti dalle fiamme. I vigili del fuoco hanno lavorato anche tutto il pomeriggio per bonificare l'area e tentare di capire la causa dell'incendio. In serata il verbale e tutta la documentazione raccolta da carabinieri e vigili del fuoco sarà trasmessa al sostituto di turno  Egidio Celano che valuterà il da farsi.
Le reazioni in città iniziano a fioccare. Tra le prime quella di Massimiliano Brezzo, segretario provinciale della Filctem Cgil: "Sono passati poco più di sei mesi dall’incendio del primo dicembre scorso e dai lutti da questo provocati.  Niente però è cambiato nel modo di lavorare e vivere all’interno del sistema illegale di produzione dell’abbigliamento sul nostro territorio.  Non poteva essere altrimenti, visto che non si è perseguito il sistema colpendolo nella sua capacità di produrre ricchezza. Un sistema nel quale la confezione è solo la fase finale, anche se più rischiosa per l’uso promiscuo dei capannoni e più conosciuta e documentata. Ribadiamo che ancora una volta manca la volontà politica di entrare nel merito del funzionamento del sistema produttivo, per colpirne la capacità di produrre ricchezza, e di mettere insieme tutte le forze attualmente disponibili per contrastarlo efficacemente."
 
Nadia Tarantino
Eleonora Barbieri
 
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Data della notizia:  17.05.2014 h 10:46

 
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