13.09.2019 h 10:29 commenti

In sei anni cambiati cinque insegnanti di sostegno e anche lunedì si ricomincia da capo, la protesta di una mamma: "Stanca di deludere mia figlia"

Lunedì la bambina inizierà la seconda media con accanto un'altra figura di riferimento rispetto a quella dell'anno scorso con cui si era creata la sintonia giusta
In sei anni cambiati cinque insegnanti di sostegno e anche lunedì si ricomincia da capo, la protesta di una mamma: "Stanca di deludere mia figlia"
La continuità didattica è importante nel processo di formazione di un bambino. Lo è a maggior ragione per chi è più in difficoltà nell'apprendimento. A Prato si registra ancora una volta il cambio repentino di un insegnante di sostegno senza uno specifico motivo. E' emblematico il caso della mamma (di cui non pubblichiamo il nome per tutelare il minore) che ha contattato la nostra redazione per denunciare il problema. Dalla seconda elementare all'attuale seconda media la figlia ha avuto un insegnante di sostegno diverso per ogni anno: "Capisco il passaggio elementari-medie, ma per il resto è un'indecenza. Mia figlia ancora non lo sa e dovrò trovare il modo di dirglielo, ma da lunedì prossimo avrà un altro insegnante rispetto a quello dell'anno scorso con cui si era trovata benissimo. Non sappiamo chi sia e non mettiamo in discussione la sua preparazione. Il problema è un altro. La bambina probabilmente dovrà cambiare metodo di lavoro, e prima di far capire quali sono i suoi punti deboli e di riuscire a fidarsi di nuovo passeranno dei mesi. Stiamo parlando di un alunno che ha più problemi degli altri nel tenersi in pari. Per questo dovrebbe essere aiutato e non ostacolato cambiando ogni anno la figura di riferimento, oltre alle difficoltà legate anche al rinnovo dei docenti di lingue. Se abbiamo un deficit significa che abbiamo più bisogno degli altri". 
Il terno a lotto degli insegnanti di sostegno non di ruolo riguarda anche un altro alunno della stessa classe. Entrambe le mamme hanno inviato un'email alla dirigenza scolastica e probabilmente a breve faranno altrettanto con l'ufficio scolastico provinciale. "Sono sette anni che combatto con un sistema che evidentemente non funziona e che penalizza proprio i bambini più in difficoltà. - continua la mamma -Alle elementari sono stata costretta a intervenire per evitare che la bambina venisse esclusa dalle lezioni ordinarie del resto della classe. Mia figlia vuole essere come gli altri. Questo per lei significa sforzarsi il doppio, ma ne vado fiera e credo che le istituzioni debbano aiutarla anzichè spezzarle le ali. Per andare alle superiori ci vuole una buona base".
E.B.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  13.09.2019 h 10:29

 
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