14.07.2020 h 16:08 commenti

In caduta libera l'indice di fecondità a Prato: anche le donne straniere fanno meno figli

Il punto più alto della curva toccato nel 2007. Stabile il tasso di figli per le italiane (intorno a 1), mentre quello delle cinesi è sceso da 4,41 a meno di 2
In caduta libera l'indice di fecondità a Prato: anche le donne straniere fanno meno figli
L'andamento della nascite a Prato tra il 2000 e il 2018 può essere rappresentato dal profilo di una montagna: sale fino a toccare la cima, rappresentata dal 2007, e da qui inizia la discesa, a tratti molto ripida, fino ad arrivare a valle che è ancora più bassa rispetto a quella del punto di partenza. E' quanto emerge dallo studio sulla popolazione femminile in età fertile realizzato dall'ufficio Statistica del Comune di Prato.
La spinta iniziale è data dalla presenza straniera che dal 2004 è cresciuta progressivamente; la battuta d'arresto, dopo la cifra record di 2.079 nati del 2007, è da imputare alla grave crisi economica che ha contrassegnato il periodo che va dal 2009 al 2013. Nel periodo post crisi però, gli indici di fecondità hanno continuato a diminuire fino a raggiungere un numero di nati più basso di quello registrato nei primi anni del periodo analizzato. Questo è legato a una particolare dinamica che riguarda le donne straniere che seguono il modello riproduttivo del paese d'origine solo i primi anni, per adeguarsi poi ai comportamenti della popolazione del territorio dove vivono. L'andamento da montagne russe del grafico conferma che tutto, incremento e decremento, dipende dalle donne straniere. Le italiane infatti, hanno un comportamento riproduttivo stabile con un tasso di fecondità (Tft, numero medio di figli per donna) che oscilla pochissimo, dal minimo di  1,04 del 2001 all'1,2 del 2012. Come si vede l'indice è basso anche perché "nel periodo di riferimento sono progressivamente uscite dall'età fertile le generazioni del  baby boom rimpiazzate da generazioni di donne sempre più esigue nate tra gli anni '80 e '90". 
Entriamo nel dettaglio della componente straniera che come abbiamo già detto, nel corso degli anni ha incrementato la propria presenza e incidenza sulla popolazione totale (nel 2018 gli stranieri residenti sono oltre il 20% del totale). Le cinesi in età feconda (15-49 anni), sono passate da essere 1.400 nel 2000 a oltre 7mila a fine 2018, ossia il 15,4% del totale. In aumento anche le albanesi: da 365 del 2000 a 1.403 del 2014. La recente riduzione è legata all'acquisizione della cittadinanza italiana per molte di loro. In ascesa anche le donne romene che in 18 anni sono passate da 61 a 1.284 unità.
La tendenza a sposare i costumi delle italiane è ben visibile nelle cinesi che passano da un tasso di fecondità di 4,41 figli per donna nel 2000 a scendere sotto 2 nel 2017 e nel 2018. Per le altre straniere invece la diminuzione è stata più moderata: da 3 a 2 figli per donna. 
Vediamo ora la natalità rispetto alle zone della città. Un'informazione che conferma quanto la presenza straniera faccia il buono e il cattivo tempo. Nel primo periodo di riferimento (1999-2003) i valori più alti del tasso di fecondità totale si registrano in centro e in alcune zone periferiche quali Sant'Ippolito e Paperino; quelli più bassi a Mezzana, San Giusto, via Cavour-Curtatone. Dal 2004 al 2008 il raddoppio dell'incidenza degli stranieri sul totale dei residenti, modifica il quadro: il centro è ancora più ad alta fecondità ma viene quasi raggiunto da via Cavour-Curtatone dove infatti abitano moltissimi cinesi; valori bassi si registrano a nord (Galcetello, Figline e Santa Lucia) e a nord est (Castellina, Pietà La Querce) in quartieri con pochi stranieri considerati "in". Nell'ultimo decennio, 2009-2018, gli indici scendono un po' ovunque sotto 2. Le zone con fecondità più alta restano il centro, via Filzi-via Pistoiese e fuori dalla zona centrale, Tavola (indice di quasi 1,6). 
E.B.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  14.07.2020 h 16:08

 
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