05.03.2014 h 15:22 commenti

Illegalità cinese, per Rossi un tumore da estirpare. Inizia il lavoro dei nuovi ispettori

Arrivano gli ispettori del lavoro assunti dalla Regione per i controlli nei capannoni gestiti da cinesi. Il presidente Rossi all'inaugurazione del corso di formazione: "Un tumore da estirpare". Entro il 2014 previsti 1300 controlli a Prato che a regime diventeranno 2000. In arrivo rinforzi amministrativi per la Procura.
Illegalità cinese, per Rossi un tumore da estirpare. Inizia il lavoro dei nuovi ispettori
''La civile Toscana non ha niente a che vedere con questo tumore e non possiamo permettere questa economia malata nel cuore della nostra regione. Il vostro non sarà un lavoro facile ma sarà un lavoro giusto". Con queste parole il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha aperto ufficialmente il corso per la formazione di dieci dei 74 nuovi ispettori del lavoro, assunti dalla Regione dopo il tragico rogo della fabbrica dormitorio in via Toscana a Prato lo scorso 1° dicembre in cui sono morti sette cinesi. L'incontro si è svolto nella sala delle colonne del vecchio ospedale di Prato, e segna l'inizio della battaglia all'illegalità che regna nei capannoni gestiti da cinesi, da parte della Regione. Due i principi cardine indicati dal governatore Rossi nel suo discorso ai neo assunti: "Diritto alla vita e tutela dei lavoratori di qualunque colore  e origine e guerra all'evasione fiscale che il centro studi dell'Irpet quantifica in un miliardo di euro. Non possiamo permettere che l'economia malata mangi quella sana. La responsabilità di quanto accaduto è diffusa e ora c'è bisogno di uno sforzo straordinario per garantire condizioni di sicurezza minime. Non possiamo vedere la pagliuzza e non la trave che si sta per cadere addosso. C'è bisogno di un riordinamento. - afferma Rossi - Siamo in ritardo? Faccio mea culpa  ma abbiamo fatto sempre prima dello Stato centrale che ci ha lasciati soli su scuola, sanità organici di procure e e forze dell'ordine". 
I primi dieci ispettori sono entrati in servizio lo scorso 1° marzo. Il corso terminerà il 10 marzo. Il 17 marzo arriveranno altri tre. Tutti e tredici saranno in servizio a Prato. Gli altri 61 ispettori saranno selezionati dal nuovo bando Estav a cui sono già pervenute 400 domande. Complessivamente i 74 ispettori saranno così ripartiti: 51 a Prato, 14 a Firenze, 8 a Empoli e 2 a Pistoia. Il 1° giugno il quadro sarà completo e la macchina operativa punta a effettuare 2000 controlli di cui 1300 a Prato entro il 31 dicembre del 2014. Una volta a regime, la tabella di marcia si pone come obiettivo 2925 controlli di cui 2000 a Prato, con o senza le squadre interforze. Numeri importanti se si considera che nel 2013 l'Asl 4 di Prato ha effettuato poco meno di 800 controlli di cui solo 200 ai capannoni gestiti da cinesi. Gli obiettivi saranno selezionati secondo questi criteri: nuove aperture, lavoro notturno, promiscuità tra uso abitativo e produttivo, particolari contesti urbanistici e segnalazioni. 
I dirigente della Medicina del Lavoro e del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl 4 hanno chiesto al governatore Rossi anche un rafforzamento di organici sul fronte dei controlli sulla salute degli alimenti e nelle abitazioni. Mauro Margheri ha sottolineato il problema del sottodimensionamento degli assistenti sanitari in una città dove l'incidenza di malattie tubercolari è quattro volte superiore al resto della regione. Al momento a Prato è in servizio un solo assistente sanitario più un interinale. Margheri ne ha chiesti almeno altri cinque, tutti a tempo indeterminato full time. Rossi si è detto disponibile ad accogliere queste richieste aggiungendo una sorta di giustificazione: "Avevo una certa ritrosia a intervenire su Prato perchè fummo esclusi dal Comune di Prato nella gestione della sicurezza nel 2011, ma Prato mi ha fatto cambiare idea". 
Per smaltire il gran lavoro che sarà fatto dagli ispettori, è necessario che la giustizia funzioni. Per questo, sempre stamani, la Regione ha firmato un accordo con la Procura generale della Toscana per fornire mezzi e personale amministrativo alle Procure di Firenze, Prato e Pistoia. Soddisfatto il procuratore capo di Prato Piero Tony: "da venti anni diciamo che i nostri uffici sono sottodimensionati ma fino ad oggi non sono mai arrivate risposte concrete. Questo protocollo è la prima risposta concreta che abbiamo avuto" "a Prato da venti anni diciamo che i nostri uffici sono sottodimensionati ma fino ad oggi non sono mai arrivate risposte concrete". 
 
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Data della notizia:  05.03.2014 h 15:22

 
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