19.11.2020 h 17:05 commenti

Il primo reparto covid all'ex Creaf sarà inaugurato entro il 9 dicembre e ospiterà da 170 a 192 pazienti

Stamani il sopralluogo al cantiere del presidente della Regione Giani e dell'assessore Monni: per l'apertura invitato il ministro Roberto Speranza. Nella struttura sarà possibile donare il plasma iperimmune. Entro la fine dell'anno pronto anche il secondo edificio
Il primo reparto covid all'ex Creaf sarà inaugurato entro il 9 dicembre e ospiterà da 170 a 192 pazienti
Stanno assumendo giorno dopo giorno le sembianze di una struttura sanitaria i due capannoni dell'ex Creaf di Prato scelti dalla Regione per ospitare entro poche settimane i pazienti covid non acuti, con tanto di tac mobile e serbatoio esterno per l'ossigeno. 
Stamani, 19 novembre, il presidente della Regione, Eugenio Giani, e l'assessore alla protezione civile Monia Monni, hanno fatto un nuovo sopralluogo in via Galcianese per verificare lo stato dei lavori. L'edificio lungo via Dossetti è quello più avanti e dovrebbe essere pronto per il 9 dicembre e conterrà da un minimo di 170 a un massimo di 192 posti letto. Il secondo immobile, con affaccio su via Galcianese, ma accessibile sempre da via Dossetti grazie a una corte interna, viaggia con due settimane di ritardo rispetto al primo. Potrà contenere dai 100 ai 120 posti letto. Tirando le somme complessive, l'ex Creaf metterà a disposizione dai 270 ai 312 posti letto. Come si vede i numeri sono diminuiti ancora rispetto alle prime stime (500 posti) e a quelle dei giorni scorsi (370). Questo perchè vanno ricavati anche spazi ad hoc per le attrezzature e per il personale. 
A proposito, sono in corso le selezioni, ma nessuno azzarda numeri sulla forza lavoro necessaria per far funzionare la struttura. Dovendo fare una proporzione di massima si parla di un'ottantina di persone tra infermieri e oss per 100 letti. Vedremo nei prossimi giorni. Giani definisce questi spazi Centro Covid Pegaso, un punto di riferimento per la Toscana: "Oggi in Toscana - afferma Giani - siamo sotto i 2.000 contagi dopo che avevamo toccato una punta di 2700, siamo ad un livello di copertura del tracciamento che è oltre all'80%, rispetto al 37% che era il dato preso quando siamo stati portati in zona rossa. I risultati si stanno vedendo, ma soprattutto c'è il lievitare di un lavoro che porta ad attrezzare il prima possibile l'ex Creaf, è una grande soddisfazione di cui ringrazio le maestranze e la città di Prato".
Le condizioni di emergenza permettono di derogare a tutta una serie di parametri sanitari stringenti. Per esempio avremo camerate da 8 posti anzichè da 4, ma negli spazi più ampi, divisi a metà da tramezzature, si arriverà anche a 20 letti. Per coprire il fabbisogno di personale e pazienti, saranno allestiti anche dei bagni in un container esterno ma collegato alla struttura. Come già avviene al Santo Stefano, anche al Creaf sarà possibile donare il plasma iperimmune. Per l'inaugurazione Giani ha invitato l’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, il commissario Domenico Arcuri e il ministro Roberto Speranza.
I tecnici hanno ribattezzato i due edifici, Prato 1 e Prato 2, mentre i circa 60 letti in realizzazione al Santo Stefano si chiameranno Prato 3. Giani ha promesso un sopralluogo anche in quest'ultimo cantiere ma nei prossimi giorni. Con l'occasione, ha anche annunciato una bella notizia per la città: l’Interporto della Toscana Centrale si candida a essere il polo logistico regionale di riferimento per la distribuzione dei vaccini anti-covid quando arriveranno a gennaio.
Presente al sopralluogo anche il sindaco Matteo Biffoni, più fiero dell'ampliamento del Santo Stefano che della trasformazione del Creaf e sulla proposta di Giani di chiedere che le province di Grosseto e Siena siano fuori dalla zona rossa, aggiunge: "Attenzione ai messaggi che mandiamo, c'è già troppa confusione nelle nostre comunità".
(e.b)
 
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Data della notizia:  19.11.2020 h 17:05

 
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