10.09.2019 h 17:21 commenti

Il paradosso BuzziLab, lodato sugli schermi Rai ma a rischio di sparire. Confindustria: "Troviamo subito una soluzione"

La trasmissione "Presa Diretta" ha presentato un focus sull'economia circolare pratese parlando anche di Gida e del progetto "giungle urbane". Gli Industriali si propongono come coordinatori di eventuali soggetti interessati al salvataggio del laboratorio
Il paradosso BuzziLab, lodato sugli schermi Rai ma a rischio di sparire. Confindustria: "Troviamo subito una soluzione"
La puntata di Presa diretta in onda ieri, 9 settembre, su RaiTre e dedicata al riciclo dei materiali tessili (QUI LA PUNTATA), doveva essere la vetrina nazionale delle buone pratiche che il distretto tessile ha attuato in campo ecologico, ma l'attualità l'ha resa anche una sorta di palco da cui lanciare un appello per salvare il Buzzilab, il laboratorio contoterzi dell'istituto tecnico industriale Buzzi che dalla scorsa settimana non può più operare per una sospensione imposta dal nuovo preside su sollecitazione dell'ufficio scolastico regionale.  
Impossibile non parlarne dato che questo laboratorio pubblico è un tasselo fondamentale per garantire qualità e rigore a tutti i progetti tessili ecosostenibili. Nei vari servizi andati in onda, registrati prima di questo terremoto, i tecnici del Buzzilab e il suo direttore Giuseppe Bartolini hanno mostrato come analizzano ogni centimetro di stoffa a caccia di etichette mendaci e di sostanze nocive vietate. Una volta tornati in studio, il conduttore Riccardo Iacona ha aggiornato i telespettatori sulla sospensione del Buzzilab definendola "una decisione un po' burocratica" e rilanciando l'appello di Andrea Cavicchi, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord, per risolvere in fretta il problema che già ora registra un danno gravissimo per le imprese tessili. "Significa - chiosa Iacona - che è lo stesso Sistema Moda che vuole la tracciabilità, la trasparenza e la legalità nella produzione, quella che Buzzilab certificava con tanta professionalità".
Peccato. E'stata l'unica nota stonata per Prato che dagli scarti tessili al riutilizzo delle acque industriali con Gida fino al progetto del Comune per le "giungle urbane", ha dimostrato di avere una marcia in più nel campo dell'economia green. Senza Buzzilab si rischia di rallentare o di addirittura fermare quest'onda verde che fa bene all'ambiente e anche alla competitività del distretto in ambito nazionale.
Intanto ieri il Consiglio di presidenza di Confindustria Toscana Nord ha assunto ieri la decisione di dare la disponibilità dell'associazione a svolgere un'azione di coordinamento fra i soggetti a vario titolo interessati, allo scopo di individuare una soluzione da proporre alle autorità scolastiche.  "Ciò che possiamo e sentiamo di dover fare è dare un nostro contributo per trovare una modalità che salvaguardi per il futuro il legame fra la scuola e l'attività di laboratorio di analisi per le aziende - commenta Francesco Marini, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord -. Da qui la decisione che abbiamo assunto di aprire un confronto con le istituzioni pubbliche, le associazioni di categoria e altri soggetti interessati. Assumeremo tutte le informazioni possibili sulle norme che regolano questa materia e che, riguardando un ambito particolare come quello scolastico, non ci sono certo note in tutte le loro pieghe. Cercheremo quindi una soluzione che introduca nuovi modelli organizzativi in grado di consentire un'attività di laboratorio di analisi tessili all'interno della scuola o con uno stretto legame con essa. Questa attività è preziosa come occasione di rapporto diretto fra Buzzi e mondo delle imprese. Le esperienze che si sedimentano attraverso questo lavoro consentono alla scuola di avere una visione piena e puntuale di ciò che si muove, dal punto di vista tecnico, nel mercato della moda. A beneficiarne sono la qualità e attualità delle nozioni che vengono trasferite agli studenti e l'autorevolezza della scuola stessa, che già per la sua natura di soggetto pubblico al di sopra delle parti gode di una particolare credibilità. Come associazione, pertanto, abbiamo sempre avuto un rapporto particolarmente stretto con la scuola anche a questo riguardo, oltre che per le attività didattiche."
Non solo disagi per il tessile e per quelle imprese che hanno tuttora presso il Buzzi merce da far analizzare; il danno è anche per il servizio di condizionatura svolto dai magazzini generali dell'Interporto della Toscana centrale è fermo, sebbene la strumentazione che si trova presso la scuola sia di proprietà dello stesso Interporto e che vi operi personale dipendente da quest'ultimo. I danni materiali per il distretto pratese sono sicuramente ingenti, così come lo è il colpo all'immagine di una scuola che si identifica con il distretto stesso. Confindustria Toscana Nord intende collaborare perché la scuola mantenga il prestigio che la caratterizza e che merita.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  10.09.2019 h 17:21

 
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