13.07.2018 h 17:53 commenti

Il Gruppo Grassi è fallito, il tribunale mette la parola fine per uno dei colossi dell'edilizia pratese

Accolta la richiesta avanzata dalla procura che fa decadere il concordato preventivo in continuità aperto nel 2011 e contro il quale gli ex dipendenti hanno più volte protestato chiedendo il pagamento di tutte le spettanze arretrate
Il Gruppo Grassi è fallito, il tribunale mette la parola fine per uno dei colossi dell'edilizia pratese
Il tribunale di Prato ha dichiarato il fallimento del Gruppo Grassi, storica e per decenni anche solida azienda del settore edile. Il giudice Raffaella Brogi ha accolto la richiesta presentata un paio di mesi fa dal procuratore Giuseppe Nicolosi e dai sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli e ha affidato la curatela al commercialista Leonardo Castoldi. Si chiude dunque il sipario sul concordato preventivo in continuità aperto nel 2011 e contro il quale gli ex dipendenti – creditori privilegiati – hanno più volte protestato chiedendo il pagamento di tutte le spettanze che ammonterebbero a circa 650mila euro, vale a dire la somma delle sette mensilità non ancora corrisposte. E proprio i presidi, le proteste, le manifestazioni degli ex lavoratori hanno convinto la procura, nei mesi scorsi, a mettere gli occhi sul Gruppo Grassi e successivamente a presentare istanza di fallimento dopo che il liquidatore giudiziale comunicò le difficoltà dell'azienda a rispettare le condizioni previste dal concordato preventivo in continuità. Una scelta che il procuratore Nicolosi spiegò con la necessità di “tutelare gli interessi dei creditori e in particolare degli ex dipendenti”.
Il Gruppo Grassi è stato uno dei colossi dell'edilizia pratese, un vero e proprio punto di riferimento con decine di dipendenti e una valanga di commesse. Poi i primi rintocchi della crisi con un passivo milionario a cui la proprietà, in un primo momento, ha cercato di far fronte mettendo sul mercato il patrimonio. L'alzata di scudi degli ex dipendenti, riuniti in comitato, è iniziata quando nelle loro tasche non è entrato un soldo dalla vendita dei beni finiti all'asta. La voce della protesta è arrivata alle orecchie della procura che si è mossa chiedendo il fallimento. Che è stato accolto.
nt

 
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Data della notizia:  13.07.2018 h 17:53

 
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