30.03.2021 h 11:49 commenti

Il Covid lascia il segno sull'economia pratese: giù tutti gli indicatori, persi 2.150 posti di lavoro

L’osservatorio della crisi pandemica nella provincia di Prato pubblica il quarto report: cala la produzione industriale, crollo dell'export e occupazioni in calo. Record di ore di cassa integrazione e crescono le famiglie che hanno il reddito di cittadinanza
Il Covid lascia il segno sull'economia pratese: giù tutti gli indicatori, persi 2.150 posti di lavoro
Produzione ancora in discesa (con variazioni tra -1,9% e -4,9%), export in diminuzione (-17,7%), occupazione in calo (2.150 posti di lavoro persi, -2%), povertà che cresce, cassa integrazione in aumento (+31 volte): le tendenze dell’ultimo trimestre 2020 fotografate dal quarto report proveniente da “L’osservatorio della crisi pandemica nella provincia di Prato”, il rapporto del Laboratorio di Scienze del Lavoro (Laboris) del Pin e di Cgil Prato, sono in linea con le precedenti rilevazioni, soprattutto mostrano lo stabilizzarsi e il rafforzarsi di una congiuntura negativa, anche se i ricercatori (Enrico Fabbri e Dimitri Storai) rimandano ad una più puntuale e conclusiva analisi sulle conseguenze a Prato dell’emergenza sanitaria da Covid-19, poiché, avvertono in introduzione, “per molti indicatori economici non sono ancora disponibili i dati definitivi relativi all’anno 2020”.
Prato perde posti di lavoro – Il primo dato che balza agli occhi è che nel 2020 sul 2019 gli addetti in provincia sono scemati di 2.150 unità (il 2% in meno), trend confermato anche nel quarto trimestre, in opposizione al dato toscano, che ha fatto registrare una più marcata perdita percentuale sua scala annua (-2,95%), ma con una variazione positiva da ottobre a dicembre. Praticamente non si salva nessun settore: tessili -2,81%, abbigliamento -2,7%, meccanica -3,12%, servizi -2,41%, costruzioni -2,19%, commercio all’ingrosso -2,65%, al dettaglio -0,85%, ristorazione -7,84%.     
Mercato del lavoro “assente” – Non c’è blocco dell’occupazione che tenga, che ha rilievo per aver impedito le cessazioni (-20,8%), ma con un mercato del lavoro che anche nel quarto trimestre si è presentato “congelato”: avviamenti inferiori del 15,4% sullo stesso periodo 2019, trasformazioni calate dell’11,3%. Nei fatti si è registrata la decrescita dei contratti a tempo determinato, passati da una media di 178,5 giorni nel 2019 a 96,4 giorni nel 2020, che ha provocato un aumento del 6,9% delle proroghe, a cui hanno fatto ricorso le imprese, se non altrimenti obbligate, per far fronte, in presenza di prospettive incerte, a contratti a tempo sempre più brevi.    
Produzione sempre giù – Lo scenario nel quarto trimestre conferma la caduta della produzione industriale, rilevata nei precedenti report. La provincia di Prato, a causa della sua alta specializzazione, registra una contrazione della propria produzione industriale più accentuata rispetto alla media nazionale e regionale: nel quarto trimestre 2020 sullo stesso periodo 2019 si è assestata in negativo tra meno 1,9% di ottobre e meno 4,9% di settembre.
Su scala annua, fonte Confindustria Toscana Nord, il calo stimato per Prato e provincia nel 2020 è attorno al 18,9%, valore che conferma l’analisi Irpet, citata nel precedente rapporto dell’Osservatorio pandemico, che stimava per l’area pratese una contrazione nella produzione industriale del 29,2% nel periodo marzo-agosto 2020, rispetto allo stesso arco di tempo 2019. Nel 2020 la contrazione della produzione industriale nazionale è stata superiore all’11%.
L’export scende ancora – Nel 2020 le esportazioni della provincia di Prato sono scese su scala annua rispetto al 2019 del 17,7%, passando da 2,7 milioni di euro (2.731.775.294) a 2,2 milioni (2.248.289.648), con un andamento percentuale più negativo del flusso commerciale italiano (-9,74%) e toscano (-6,18%) verso l’estero. Un trend accentuatosi nel quarto trimestre 2020, con l’export pratese giù dell’11,6% in relazione allo stesso periodo 2019 (-4,71% terzo trimestre); nell’ultimo trimestre dello scorso anno, sempre in rapporto all’analogo periodo 2019, l’export italiano diminuiva dell’1,79% mentre quello toscano cresceva del 7,43%.  
Imprese, i numeri non cambiano – Il calo della produzione e dei lavoratori impiegati non si rispecchia nella presenza delle imprese. Al 31 dicembre 2020 nella provincia di Prato risultavano attive 28.886 imprese, l’8,24% delle imprese toscane, con un lieve incremento (+0,07%).  I dati confermano la spiccata specializzazione della provincia nel tessile e abbigliamento: 58,06% la quota pratese del tessile sul totale regionale, 54,43% quella dell’abbigliamento. Pur in presenza di una variazione positiva del numero delle imprese attive, quelle tessili in dodici mesi sono calate del 3,92% (-1,17% nel quarto trimestre), idem quelle meccaniche: -4,62% sull’anno, -1,79% sull’ultimo trimestre.
Spinta attenuata – Il report del quarto trimestre conferma l’evoluzione positiva (+ 2,12%) su base annua delle imprese dei settori “ad alto valore aggiunto”: produzioni di software, consulenza informatica, servizi di informazione e altri servizi informatici, attività legali e contabilità, attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale, studi di architettura e ingegneria, pubblicità e ricerche di mercato, attività scientifiche e tecniche. Dinamica positiva che però si è attenuata nell’ultimo trimestre 2020, con la crescita che si è abbassata allo 0,28%.
Tanto Rdc  – Lo scenario di crisi denota il peggioramento delle condizioni economiche. Nel 2020 i percettori del Reddito di cittadinanza (Rdc) sono stati a Prato 6.155, in aumento del 31%, per 2.464 nuclei famigliari, in aumento del 37%, con un’impennata tra maggio e agosto. Il numero dei beneficiari è cresciuto dell’8,3%. Sono state invece 1.037 le famiglie che hanno ricevuto il Reddito di emergenza (Rem), per un importo medio di 510 euro, a fronte di 2.454 richieste: il divario tra domande presentate e accolte mostra l’esistenza di un disagio percepito estremamente elevato.
Cassa integrazione record – Il raffronto 2020-2019 mostra un consumo di cassa integrazione (Cigo) pari a 31 volte quello dell’anno precedente. Nel 2020 le ore di cassa integrazione autorizzate per gli operai sono state 7.770.428 a fronte di 294.755 ore autorizzate nel 2019; per gli impiegati 2.747.250 rispetto a 44.969. Totale: 10.517.678 ore di cassa integrazione autorizzate nel 2020 contro 339.624 ore nel 2019. Nel 2020 le ore di cassa integrazione in deroga (Cigd) autorizzate sono state 51.284.891. Le ore del Fondo di integrazione salariale (Fis) autorizzate in Toscana nel 2020 sono state 90,9 milioni, l’8,3%, poco più di 7,5 milioni, sono state assorbite dalla provincia di Prato.
 
 

Data della notizia:  30.03.2021 h 11:49

 
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