08.10.2018 h 19:29 commenti

I solai del Creaf sono solidi, il Comune è pronto al trasferimento dell'archivio in accordo con Regione e Provincia

Oggi la giunta comunale approverà lo schema di accordo con gli altri due enti per acquistare l'immobile di via Galcianese della società dichiarata fallita lo scorso anno
I solai del Creaf sono solidi, il Comune è pronto al trasferimento dell'archivio in accordo con Regione e Provincia
I solai del Creaf sono pronti a reggere il peso dell'archivio comunale. E' quanto sostiene la perizia effettuata da una ditta specializzata incaricata dal Comune per verificare la tenuta dei solai delll'immobile di via Galcianese prima di dare il via all'operazione concordata con la Regione e la Provincia per "salvare il salvabile" di questa cattedrale nel deserto voluta nel 2005 dai Comuni del pratese e dalla Provincia per farne un incubatore di innovazione e ricerca ma che poi mai ha iniziato la sua attività nonostante abbia inghiottito ben 22 milioni di euro di soldi pubblici fino a essere dichiarata fallita dal tribunale di Prato nel febbraio del 2017. Un pozzo senza fondo su cui la Procura ha aperto un'inchiesta sfociata in una citazione diretta a giudizio per 9 persone tra cui il sindaco Matteo Biffoni in qualità di presidente della Provincia, il suo predecessore Lamberto Gestri e gli ex amministratori Luca Rinfreschi e Laura Calciolari con l'accusa di bancarotta semplice. 
Per recuperare parte del proprio credito che supera i 10 milioni di euro, come è noto, la Regione si è fatta promotrice di un nuovo tentativo di rilancio con un progetto ambizioso che prevede l'acquisto dell'immobile di via Galcianese, unico bene in capo alla società, direttamente dalla curatela fallimentare. 
Anche il Comune di Prato partecipa a questa operazione attraverso un accordo di programma con Provincia e Regione. Il suo compito è quello di prendere in affitto un edificio del grande complesso industriale, quello che si affaccia su via Dossetti e che negli atti viene indicato come lotto B, per trasferirvi l'archivio comunale, ora stipato in un vecchio immobile in via Pomeria in affitto a oltre 200mila euro l'anno. Il canone di via Galcianese non è ancora stato pattuito ma ne l'accordo si specifica che non supererà i 45,6 euro al mq all'anno e i promotori del rilanciano assicurano che sarà più conveniente dell'attuale. In più il Comune avrà la possibilità di acquistare l'edificio se lo vorrà.

Gli accertamenti tecnici hanno dato esito positivo per cui non ci sono più ostacoli che possano fermare la forte volontà politica della Giunta Biffoni di non arrendersi agli eventi. Lo schema di accordo di programma, già approvato dalla giunta toscana ad agosto, finirà sul tavolo della giunta comunale questa mattina 9 ottobre. Poi sarà la volta della Provincia che come il Comune si impegna a compartecipare agli oneri di manutenzione, completamento e ripristino di porzioni dell'immobile di via Galcianese. Già, perché nonostante la spesa di 22 milioni di euro, non è stata completata la ristrutturazione dell'immobile. Alcuni lavori saranno fatti per somma urgenza dalla Regione, altri saranno subordinati alle esigenze delle eventuali imprese che sceglieranno il Creaf per le proprie attività di ricerca. Lo stesso Comune dovrà nuovamente mettere mano al "lotto B" per adeguarlo alle proprie esigenze. Per avere un quadro economico più chiaro e dettagliato, Sviluppo Toscana, la società della Regione che effettuerà tutta l'operazione, ha presentato un'analisi di fattibilità economico- finanziaria sui costi del completamento dell'intervento e della gestione. La regione spenderà 99mila euro nel 2018 e nel 2019 e 120mila nel 2020. Per il completamento invece lo stanziamento è di oltre 2 milioni di euro per il quinquennio 2018-2022. Per l'acquisto dell'immobile invece la spesa massima autorizzata è di 8 milioni di euro, in parte rappresentati dal proprio credito. L'ultima parola spetta alla curatela fallimentare e al tribunale che dovrà omologare tale proposta di concordato. Difficilmente ci sarà un rifiuto considerato che con i soldi della Regione sarà possibile soddisfare buona parte dei crediti privilegiati. Non è escluso che tra questi ci sia il credito fiscale che il Coune vanta verso il Creaf tra Imu e e altre imposte comunali mai pagate. Si parla di oltre 800mila euro. Più difficile arrivare ai chirografari tra cui c'è la Provincia con 6 milioni di euro. Altri 'sforzi' chiesti al Comune e alla Provincia e messi nero su bianco nell'accordo di programma, riguardano agevolazioni fiscali per la proprietà dell'immobile (sconti Imu anche attraverso revisione dell'attuale categoria catastale) e per le imprese insediate (sconti Tari), il prestito di personale, anche tecnico, per le attività di supporto del centro. L'accordo prevede anche un collegio di vigilanza e un nucleo di monitoraggio che saranno composti da rappresentanti, funzionari tecnici e amministrativi dei tre enti. Ci sarà anche un responsabile dell'attuazione dell'accordo che è una dirigente della Regione, Simonetta Baldi. Tutto personale interno ai tre enti quindi. Non proprio una garanzia di terzietà.
 
 

Data della notizia:  08.10.2018 h 19:29

 
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