15.02.2017 h 12:42 commenti

I bambini della Guasti hanno imparato la lingua dei segni: ora possono dialogare con la loro custode

Il progetto è nato da un'iniziativa spontanea dei piccoli studenti che hanno iniziato ad apprendere in maniera volontaria i rudimenti della Lis. Poi è venuto il laboratorio di 10 incontri riservati ad una classe seconda e ad una terza
I bambini della Guasti hanno imparato la lingua dei segni: ora possono dialogare con la loro custode
Si è chiuso oggi, mercoledì 15 febbraio, il laboratorio di Lingua dei Segni (Lis) alla scuola primaria Cesare Guasti, un progetto che è stato il frutto della collaborazione tra l’Istituto Comprensivo Marco Polo, il Comune di Prato e l’Ente Nazionale Sordi. L’iniziativa è stata realizzata nell’anno dedicato all’inclusione. L’istituto da anni promuove le buone pratiche in tema di diversità, a partire da quelle culturali e linguistiche per garantire la piena partecipazione di tutti  i suoi alunni e per creare un contesto di vita e di lavoro realmente inclusivo e reciprocamente arricchente.
La proposta di un laboratorio in cui i bambini potessero imparare i primi elementi della lingua dei segni è nata dalla concomitanza di due eventi: la progettazione di attività in previsione della celebrazione della giornata internazionale della lingua madre, che si terrà nell’Istituto il giorno 25 febbraio con un’apertura straordinaria della scuola, e la volontà dei bambini della Guasti di comunicare con una delle custodi, in organico al plesso, che si esprime con la Lis.
Sono stati i bambini a tracciare la strada da percorrere in tema d’inclusione: già nei precedenti anni, al mattino, quando la collaboratrice scolastica entrava in classe, gli alunni nel volerle augurare il buongiorno ne imitavano i gesti e poi hanno iniziato a chiedere in modo sempre più pressante di essere istruiti sulla modalità di comunicare altre brevi frasi come “grazie”, “come stai?”, “buon pomeriggio”, “ci vediamo domani”.
Le insegnanti notavano che ciò entusiasmava e incuriosiva anche i bambini i più timidi che si impegnavano nell’apprendere la nuova “lingua” che dà “voce” ad una minoranza, ed è straordinaria perché tocca la sensibilità di ciascuno, è complessa perché fatta di gesti, di espressioni del volto e di un silenzio vigile, e valorizza l’osservazione e l’attenzione rivolta all’altro,  il quale solo se è guardato è “ascoltato”. Affine al gioco teatrale, stimola la memoria e la capacità mimica, anche i più insicuri riescono facilmente ad appropriarsene.
L’attività del Lis ha permesso di avviare un processo di scambio, a doppio senso, tra due mondi, quello degli udenti e quello dei non udenti. Grazie alla collaborazione che la dirigente Angelina Dibuono  ha tessuto con l’assessore alla Pubblica istruzione Maria Grazia Ciambellotti e Mauro Papi, presidente dell’Ente Nazionale Sordi, la richiesta si è trasformata in proposta ed è diventata poi il laboratorio di 10 incontri per una classe seconda e per una terza. Un’entusiasmante esperienza di apprendimento comunicativo con la docente Rossana, che ha saputo coinvolgere bambini ed gli insegnanti, ed ha potuto avvalersi dell’assistenza della collaboratrice scolastica che in quelle occasioni “è salita in cattedra” per insegnare, in un clima di vivace partecipazione.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  15.02.2017 h 12:42

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.