03.06.2020 h 13:53 commenti

I bambini del Grignano sono i primi a tornare in campo, ecco come si allenano al tempo del Covid

Niente partite ma via libera a tecnica individuale e tiri in porta. Il protocollo è ministeriale e permette ai baby calciatori di restare sempre a distanza
I bambini del Grignano sono i primi a tornare in campo, ecco come si allenano al tempo del Covid
A Grignano il pallone torna a rotolare sul rettangolo verde prima che altrove. Da lunedì scorso pulcini ed esordienti della scuola calcio dell'Acu Grignano sono di nuovo nel campo San Pietro per riprendere gli allenamenti individuali dopo tre mesi di stop. Una scelta, quella della società del presidente Fabio Gori che punta a due obiettivi: permettere ai bambini di tornare a calciare il loro amato pallone e dare un servizio alle famiglie. "Riportare i bambini al campo - spiega Gori - significa anche toglierli dalla strada e permettergli di uscire di casa frequentando spazi protetti perché qui tutto quello che abbiamo fatto segue regole ministeriali. I genitori sono contenti e anche per noi è emozionante e bello tornare in campo".
Rigidissimo il protocollo sanitario a cui tutti devono attenersi. Ingressi scaglionati con misurazione febbre, rilascio di autocertificazione, sanificazione delle mani. Ogni giocatore ha con se uno zaino per la bottiglia dell'acqua e dove riporre la mascherina durante gli allenamenti. Palloni e guanti dei portieri sono sanificati.
Veniamo al campo che è stato suddiviso in 14 quadranti di 5 metri quadrati ciascuno dove ogni bambino esegue gli esercizi di tecnica individuale di fronte agli allenatori che hanno una corsia riservata alla dovuta a distanza (uno ogni cinque bambini per i pulcini e uno ogni dieci per i più grandi).
Anche i tiri in porta hanno percorsi dedicati per evitare contatti tra i ragazzi. In caso di più turni, ci sono 30 minuti di comporto tra la fine del primo e l'inizio del secondo, per evitare assembramenti. La logica della separazione vale anche per l'uscita organizzata lungo il corridoio accanto al campo da tennis. Fuori, a distanza, ad attendere i ragazzi ci sono i genitori, felici di vedere i propri figli sorridenti. Naturalmente sono off limits spogliatoi, bar e spazi comuni. Si arriva, ci si allena e si riparte verso casa. Non è la normalità ma di fronte alla minaccia del Covid, ci assomiglia moltissimo. "Questo tipo di organizzazione è simile a un gioco e li incuriosisce moltissimo. - conclude Gori - E' un'esperienza nuova anche per loro. Non è la partitella, non è l'allenamento di sempre ma sono comunque stimolati e contenti. Il loro sorriso per noi vale tutta la fatica che abbiamo fatto per garantire la massima sicurezza". 
E.B.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  03.06.2020 h 13:53

 
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