11.07.2019 h 15:58 commenti

Guerra tra bande per la prostituzione negli hotel di lusso: sei arresti

Le indagini di procura e Squadra mobile partite dopo una violenta rissa avvenuta nella camera di un albergo. Tutti i protagonisti sono cinesi
Guerra tra bande per la prostituzione negli hotel di lusso: sei arresti
Cinquecento euro per una notte intera, 150 per una singola prestazione: un mare di soldi quello che le giovani prostitute controllate da due gruppi di cinesi riuscivano a mettere insieme e che ha finito per scatenare la guerra che, lo scorso febbraio, in una camera dell'hotel Wall Art, ha fatto diversi feriti, alcuni anche gravi.
Cinque uomini e una donna sono finiti in carcere all'alba di oggi, giovedì 11 luglio. La squadra mobile della questura di Prato, diretta da Gianluca Aurilia, ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare chieste e ottenute dai sostituti Lorenzo Gestri e Gianpaolo Mocetti al termine di cinque mesi di indagini che hanno ricostruito le modalità di controllo e di scontro per la gestione di giovani prostitute cinesi fatte arrivare in Italia con il visto turistico e dislocate in sei alberghi della città.
Gli indagati sono accusati a vario titolo di estorsione aggravata, rissa aggravata dall'uso di armi, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e lesioni. Per un settimo indagato che deve rispondere solo di rissa, il tribunale ha disposto il divieto di dimora nella provincia di Prato. Con gli arresti sono scattate anche le perquisizioni negli alberghi Wall Art, Datini, Luxury, Charme, Golf hotel e Sol Levante. In tutti, fatta eccezione per gli ultimi due, sono state trovate giovani cinesi che, secondo le indagini, ricevevano clienti nelle loro camere. Al momento gli investigatori non hanno accertato l'eventuale diretto coinvolgimento degli hotel nell'attività di prostituzione; tutti gli alberghi risultano estranei all'inchiesta, escluso il Luxury per il quale, invece, la procura avrebbe già in mano elementi utili a sostenere la consapevolezza di quanto accadeva nelle stanze occupate dalle ragazze.

“L'indagine – ha detto il procuratore Giuseppe Nicolosi – ci allarma perché rimanda ad un'attività economica illecita sottoposta a controllo e per regolare la quale venivano fatti intervenire personaggi di spicco della criminalità cinese con una modalità vicina a quella mafiosa”. Tra gli arrestati almeno tre sono di elevato spessore criminale e tra loro uno è stato condannato a venti anni per omicidio volontario. Proprio quest'ultimo venne chiamato, a febbraio, da una connazionale che controllava per il suo gruppo un certo numero di ragazze a verificare la gestione e l'eventuale concorrenza di tre prostitute alloggiate al Wall Art. L'uomo si presentò nella stanza dell'albergo assieme ad un paio di persone e la visita sfociò in una rissa sanguinosa a colpi di coltello perché il protettore si ribellò. Successivamente la donna si staccò dal gruppo per mettersi in proprio ma venne fatta bersaglio di una richiesta di denaro: trentamila euro. Minacce e intimidazioni per costringerla a pagare fino a quando il suo compagno chiese aiuto alla polizia. E' la mossa che ha dato il via all'inchiesta.
Le giovani prostitute venivano offerte tramite chat dedicate oppure facendole girare nei locali notturni come il circolo di via Caduti sul lavoro oggetto di una recente inchiesta della procura sullo spaccio di droga. “Gli arresti di oggi – hanno spiegato gli investigatori – confermano la presenza di una struttura organizzata che gestisce le attività illecite e la spartizione del controllo sul territorio”. Un anno fa alle Cascine di Tavola due gruppi rivali si affrontarono in pieno giorno con coltelli e pistole per affermare la supremazia nel campo della prostituzione. Per quel fatto sono dieci le ordinanze di custodia cautelare, per metà già eseguite.
 
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Data della notizia:  11.07.2019 h 15:58

 
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