13.07.2019 h 14:34 commenti

Guerra tra bande per il controllo della prostituzione, emerge il sospetto di una nuova 'zona grigia'

Nell'inchiesta che pochi giorni fa ha portato in carcere sei persone potrebbe affiorare quella che la procura chiama 'palude', intreccio la legalità e illegalità. Da alcune intercettazioni telefoniche sono spuntati riferimenti alla 'parte bianca', espressione con la quale la comunità cinese indica le forze di polizia
Guerra tra bande per il controllo della prostituzione, emerge il sospetto di una nuova 'zona grigia'
Anche nell'inchiesta sullo scontro tra bande cinesi per il controllo della prostituzione che nei giorni scorsi ha portato in carcere sei cinesi, potrebbe affiorare un'altra 'zona grigia', anzi la 'palude', come il procuratore Giuseppe Nicolosi chiama l'intreccio composto da pezzi delle istituzioni o colletti bianchi e soggetti che vivono di illegalità. E' uno degli elementi che salta agli occhi leggendo le carte firmate dal giudice per le indagini preliminari Francesca Scarlatti che ha accolto le misure chieste dai sostituti Lorenzo Gestri e Gianpaolo Mocetti al termine dell'indagine affidata alla Squadra mobile su un giro di prostituzione in alcuni alberghi della città. Gli arrestati devono rispondere a vario titolo di estorsione, rissa aggravata dall'uso delle armi, lesioni, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. 
Uno degli arrestati, Wang Shiyou detto Lao Biao, parlando con un connazionale dell'acquisto di un locale notturno, farebbe il nome di Lin Xia detto Lucas indicandolo come la persona che ha rapporti con 'la parte bianca' e con la 'parte nera'. Nell'ordinanza si legge che la polizia giudiziaria attesta che l'espressione 'parte bianca' è usata nella comunità cinese per definire le forze di polizia, mentre l'espressione 'parte nera' fa riferimento alla parte criminale. Lin Xia, arrestato con l'accusa di aver tollerato lo svolgimento dell'attività di prostituzione nell'albergo del quale sarebbe stato gestore occulto, sarebbe dunque considerato dai suoi connazionali l'anello di congiunzione tra i due estremi: forze dell'ordine e criminalità.
La procura sta compiendo accertamenti su questo come su altri elementi. L'obiettivo è verificare se si tratti di un altro brandello di palude o se invece Lin Xia si vantasse con i connazionali di rapporti, amicizie e agganci, in realtà inesistenti, con le forze dell'ordine. Nelle carte si parla anche di due ravvicinati controlli all'hotel Luxury di via Paronese, l'ultimo il 23 aprile scorso: quel giorno vengono trovate e identificate sei ragazze alloggiate in quattro camere, circostanza che diventa motivo di preoccupazione – secondo quanto si legge nelle carte – per Xie Lingling detta Anna, unica donna ad essere stata arrestata in questa inchiesta, accusata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Una preoccupazione che convince l'indagata a pensare ad un trasloco delle ragazze in altri alberghi, mossa che diviene il tema di una serie di telefonate tra diversi soggetti e in una di quelle intercettate dalla Squadra mobile si sente un cinese dire ad un altro che Lin Xia “ha detto che se dovessero esserci problemi ci pensa lui a risolverli... hai capito il mio significato”?
Sul significato di questa affermazione sono in corso le indagini. Il giudice scrive, in sintesi, che non è possibile fare ipotesi ma che la reazione di Lin Xia appare corrispondente con il suo profilo criminale e con le capacità di stringere relazioni utili a tutelare i propri affari.
Intanto ieri, venerdì 12 luglio, tutti gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere al giudice che li ha incontrati in carcere per l'interrogatorio di garanzia.
 
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Data della notizia:  13.07.2019 h 14:34

 
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