21.03.2018 h 15:52 commenti

Gli studenti del Dagomari prendono in mano zappa e vanga e ridisegnano il giardino della scuola

Stamani l'inaugurazione dell'area verde riqualificata dove sono stati piantati ulivi, tigli, cipressi e persino le viti con il contributo di Comune, Provincia, Consorzio Carmignano docg e il club delle Bombette
Gli studenti del Dagomari prendono in mano zappa e vanga e ridisegnano il giardino della scuola
Ulivi, vigne, salvia, castagni, cipressi, tigli e una quercia. Il paesaggio toscano in miniatura ha messo radici nell'area verde dell'istituto tecnico professionale Dagomari di via Reggiana. Il giardino didattico è stato inaugurato questa mattina, 21 marzo. Nato su sollecitazione degli studenti per riqualificare gli spazi esterni piuttosto trascurati soprattutto dopo il taglio dei pini, il progetto si è sviluppato attorno alla creazione di un collegamento diretto tra territorio, cultura e natura. Un legame importante da approfondire soprattutto per chi studia marketing come buona parte degli studenti del Dagomari che ha molti indirizzi economico commerciali sia tecnici che professionali. Ad esempio legato alla vigna c'è un approfondimento didattico sul vino del consorzio Carmignano; oppure lo studio sulla filiera delle castagne e su come è cambiato nel tempo l'uso di questo frutto autunnale. "E' importante ancorarci a delle radici, - afferma il professor Gerardo Furzi, responsabile Ambiente per la scuola - le abbiamo trovate guardando il territorio che ci circonda: le vigne del Carmignano docg, gli ulivi delle nostre colline, il castagno della Val di Bisenzio. Il  giardino è un invito a studenti e insegnanti a iniziare un viaggio in questo microcosmo che si lega ai connotati culturali della zona. Pensiamo alle nature morte conservate nel museo all'interno della Villa medicea di Poggio. Quante cose quei dipinti ci dicono sulla nostra terra. Siamo fermamente convinti che la bellezza salverà il mondo". 
In una scuola multietnica come il Dagomari che ha il 30% di stranieri su un totale di 1200 iscritti, la conoscenza del territorio diventa anche strumento di integrazione e di rafforzamento del senso di appartenenza. La dirigente scolastica, Maria Gabriella Fabbri, sogna di trasformare questo giardino botanico in un luogo di aggregazione: "Mi piacerebbe che i nostri ragazzi frequentassero la scuola anche in orario pomeridiano per incontrarsi e confrontarsi. Un luogo di ritrovo più sicuro di altri dove troverebbero anche gli insegnanti che spesso sono per loro un punto di riferimento. Per questo a breve sistemeremo anche delle panchine".

Il giardino, che sarà intitolato a don Moreno Paci e a don Alberto Maggini, insegnanti di religione scomparsi recentemente, è quasi a costo zero per la scuola. I tigli e la quercia sono stati forniti e messi a dimora dal Comune, i cipressi dalla Provincia, gli ulivi e la siepe dal club delle Bombette costituito dagli ex allievi, la vite dal Consorzio del Carmignano e dalla Fattoria di Capezzana. A breve arriveranno anche gli alberi di Castagno e l'orto con piante officinali ispirato dagli affreschi del Passignano nella Villa medicea di Artimino. Cultura e natura, un binomio che ora è affidato alle cure dei ragazzi e dei loro insegnanti. 
E.B.
 

Data della notizia:  21.03.2018 h 15:52

 
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