20.07.2020 h 10:18 commenti

Gioco d'azzardo, sequestrati i locali dell'associazione culturale: la Cassazione ne dispone la restituzione

La battaglia del legale rappresentante dell'associazione giocata sui tecnicismi che regolano i provvedimenti cautelari. Il blitz risale allo scorso novembre: gli investigatori trovarono e denunciarono diversi scommettitori e misero i sigilli al locale
Gioco d'azzardo, sequestrati i locali dell'associazione culturale: la Cassazione ne dispone la restituzione
Nei locali della sua associazione culturale erano stati sorpresi diversi cinesi a giocare d'azzardo e gli inquirenti, al termine del blitz, lo avevano sequestrato accusando il legale rappresentante di gestire la bisca e agevolare il gioco illegale. L'uomo, pratese di 68 anni, assistito dagli avvocati Antonino Denaro e Fabio Lombardelli, dopo aver perso il ricorso in sede di riesame, è arrivato fino alla Cassazione che nei giorni scorsi, a otto mesi di distanza dai fatti, ha annullato senza rinvio il decreto di sequestro preventivo ordinando l'immediata restituzione dei locali. Il controllo nella sede dell'associazione culturale risale alla fine dello scorso novembre. Quando gli investigatori entrarono, trovarono intorno ai tavoli di gioco diversi cinesi che furono identificati e denunciati. Ma nei guai finì anche il titolare dell'associazione che in questi mesi si è battuto per ottenere il dissequestro dei locali. L'uomo ha puntato il dito contro la motivazione del provvedimento emesso dal giudice delle indagini preliminari e successivamente confermato dal tribunale chiamato a esaminare i termini del sequestro. Secondo il sessantottenne, il gip si sarebbe rifatto alla comunicazione della notizia di reato “benché nella incolpazione provvisoria non fossero indicate le modalità dell'esercizio del gioco d'azzardo né come lui lo avesse agevolato”.
E ancora, l'uomo ha lamentato il fatto che solo in sede di riesame sarebbero state colmate le lacune del provvedimento di sequestro generando due fattori: da una parte l'impossibilità di censurare le mancanze dell'atto e dall'altra di non poter usufruire del diritto a un doppio giudizio sulla misura cautelare.
I giudici della Cassazione hanno ricordato che “il giudice deve esplicitare le ragioni per le quali ritiene di poter attribuire, al compendio indiziario, un significato coerente con l'integrazione dei presupposti normativi per l'adozione della misura con la conseguenza che la mancanza di un apprezzamento indipendente, rispetto agli atti valutativi espressi dai diversi attori processuali, è equiparata alla omessa motivazione e integra il vizio di violazione di legge”.
Il decreto di sequestro preventivo è stato dunque annullato e il sessantottenne può tornare in possesso dei locali sede della sua associazione culturale.
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  20.07.2020 h 10:18

 
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