10.03.2015 h 10:05 commenti

Frantumazione inerti, scontro tra comitato di Casale e Comune: "Alla larga dalla frazione"

Infuocata assemblea pubblica ieri sera per dire no all'insediamento di un'attività di trattamento dei rifiuti provenienti da scavi e demolizioni. Il Comune ha individuato due aree, entrambe nella periferia sud: via Trebbio della Bardena a Casale e via Paronese a Iolo. Alto il livello dello scontro e a niente sono serviti gli impegni dell'assessore all'Urbanistica Barberis di far svolgere le lavorazioni al chiuso
Frantumazione inerti, scontro tra comitato di Casale e Comune: "Alla larga dalla frazione"
Casale non ci sta e come in passato Viaccia e di recente Iolo si ribella al Comune e dice no ad un'area destinata alla lavorazione degli inerti. Infuocata assemblea pubblica, ieri sera, lunedì 9 marzo, nei locali della parrocchia. Un centinaio di residenti, ai quali si sono uniti rappresentanti dei comitati di Iolo e di San Giorgio a Colonica, ha partecipato all'incontro con l'assessore all'Urbanistica Barberis. Un confronto acceso che in almeno un'occasione ha sfiorato la lite. È successo quando uno dei cittadini ha accusato l'amministrazione comunale di aver preso in giro Casale tenendo nascosta l'intenzione di trasformare un'area agricola della frazione in un sito per la frantumazione dei materiali provenienti da scavi e demolizioni; accusa che ha  provocato la reazione risentita del consigliere comunale Gabriele Alberti che a Casale è anche vicepresidente del circolo Arci.

In sala anche il segretario provinciale del partito Bosi e altri esponenti del Pd. Il punto è che Casale si sente maltrattata dal Comune e dal partito: "Vi ricordate di noi solo quando dovete scaricare inquinamento, meglio essere dimenticati", una delle altre accuse assieme alla raccomandazione di stare “alla larga da Casale”.
La vicenda si trascina da tempo e negli anni, senza mai arrivare ad una soluzione, ha interessato varie zone della città: in tutta la provincia di Prato non esiste un'area idonea sotto il profilo urbanistico ad ospitare attività di frantumazione inerti. Una lacuna che costringe le aziende del territorio a lavorare, attraverso autorizzazioni temporanee via via rinnovate, su terreni che hanno una destinazione urbanistica diversa. Inquinamento, in particolare le polveri fini, appesantimento della viabilità a causa del passaggio di grossi camion che trasportano o prelevano inerti, e un danno all'estetica del paesaggio con il conseguente, possibile minor valore delle abitazioni sono i fattori che più di tutti preoccupano i cittadini che hanno chiesto all'assessore Barberis quali criteri sono stati utilizzati per la scelta delle aree. Barberis ha spiegato come le tre Conferenze dei servizi hanno ridotto da 5 a 2 - Iolo e Casale - i siti ritenuti idonei che dunque, da qui a qualche mese, dovranno passare dalla variante che li trasformerà dall'attuale destinazione agricola a quella per servizi tecnologici. Ma perché proprio Iolo e Casale? Perché non ci sono vincoli di nessun genere a rappresentare contrarietà alla scelta. Insistente la protesta del comitato con l'assessore all'Urbanistica che ha anche detto che il Comune potrà chiedere alle ditte di effettuare le lavorazioni al chiuso per evitare la dispersione delle polveri; anche questo impegno non è stato convincente.
Alcuni cittadini hanno sventolato sotto gli occhi dell'assessore la nuova legge che indica come pericolosi i rifiuti inerti: “La discussione è già finita, inutile parlare – hanno detto – è scritto qui che questo impianto non può essere fatto”. Barberis: “Qui si sta parlando di aree per servizi finalizzati al trattamento di rifiuti non pericolosi, questa legge è generica e va vista nello specifico”.
Trovare un punto di incontro non sarà facile, non sarà facile a Casale come a Iolo. Una strada, quella intrapresa da Comune, Provincia e Regione, che sembra tutta in salita. E poca importa se, parole di Barberis, “siamo in una fase preliminare e c'è tutto il tempo per applicare la partecipazione”, ai cittadini importa che nulla venga fatto di quanto in progetto.
Quella di ieri sera è stata l'occasione per mettere alla prova l'alleanza tra comitati. Nessuno ha detto di non volere un impianto di frantumazione inerti a Casale o a Iolo, tutti hanno detto di volerlo fuori dai confini pratesi e se proprio nel comprensorio deve essere che sia allora nell'area industriale più lontana come il Macrolotto 2. 
nadia tarantino
 
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Data della notizia:  10.03.2015 h 10:05

 
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