05.02.2020 h 11:45 commenti

Foglio di via ai sindacalisti, il Consiglio di Stato boccia la Questura: "Misura antidemocratica"

Il provvedimento era arrivato in seguito ai picchetti di Si Cobas davanti alle aziende accusate di sfruttare gli operai. Tra pochi giorni attesa la sentenza di merito del Tar che già aveva sospeso l'atto, sentenza ora confermata in secondo grado
Foglio di via ai sindacalisti, il Consiglio di Stato boccia la Questura: "Misura antidemocratica"

“Misura antidemocratica”. E' un colpo di accetta la sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il ricorso presentato dal questore di Prato Alessio Cesareo contro la decisione del Tar di sospendere l'efficacia del foglio di via emesso a carico dei leader di Si Cobas, Luca Toscano e Sarah Caudiero. A pochi giorni dall'udienza fissata dai giudici amministrativi per decidere nel merito sul provvedimento del questore e, dunque, stabilirne la legittimità oppure no, arrivano buone notizie per il sindacato impegnato nella difesa dei diritti del lavoratori stranieri. “Il ricorso della questura – dice in sostanza la sentenza firmata dal presidente di sezione Franco Frattini, ex ministro degli Esteri – non ha la necessaria parvenza di buon diritto in quanto il foglio di via si presenta indeterminato nel presupposto applicativo, facendo riferimento a non meglio specificate condotte di violenza in occasione di manifestazioni sindacali, mentre la Sezione ha già chiarito che il diritto della prevenzione e, in particolare, del foglio di via obbligatorio, non può atteggiarsi a surrettizio, indebito strumento di repressione della libertà sindacale e del diritto di sciopero”.
“Dove il questore vede illegalità da reprimere, un organo di massima autorevolezza e di rilievo costituzionale – il commento dei sindacalisti – vede esercizio democratico del diritto di sciopero e di organizzazione sindacale. Deve dimettersi, il questore deve dimettersi”.
Il foglio di via era arrivato in seguito ai picchetti di Si Cobas davanti alle aziende accusate di sfruttare gli operai: scene viste fuori dai cancelli delle tintorie Dl, Fada, Superlativa e del Panificio Toscano. La polizia è sempre intervenuta per tenere a bada i manifestanti che in un'occasione sono stati multati per aver bloccato la viabilità. E' stato questo un ulteriore motivo di tensione tra sindacato e questore ed è stato questo che ha acceso il motore della 'Marcia per la libertà' che lo scorso 18 gennaio ha riunito a Prato un migliaio di persone provenienti da tutta Italia in risposta all'appello di Si Cobas di ribadire il diritto allo sciopero senza lacci strumentali. Manifestazione che, nonostante il divieto di ingresso in piazza del Comune, è comunque riuscita ad arrivare sotto il palazzo comunale.
Un divieto che Si Cobas ha sempre addebitato anche al sindaco. “Anche lui - le parole del sindacato - vede illegalità di reprimere, e invece il Consiglio di Stato dice altro. Cosa serve ancora a far cessare la criminalizzazione dei picchetti ai cancelli delle aziende promossi dal nostro sindacato”?
Caudiero e Toscano insistono sul fatto che “la sentenza del Consiglio di Stato non smonta solo l'utilizzo del foglio di via ma tutti i tentativi di attaccare il diritto allo sciopero”. “Un motivo in più – concludono – per ribadire a gran voce le richieste avanzate dalla Marcia per la libertà: Cesareo si dimetta e il sindaco Biffoni chieda scusa ai lavoratori”.


 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  05.02.2020 h 11:45

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus

Digitare almeno 3 caratteri.