08.04.2019 h 16:25 commenti

Figlio da 14enne, i difensori chiedono la scarcerazione: "Ha bisogno di cure e deve fare la mamma"

Stamani l'udienza davanti ai giudici del Riesame per la 31enne accusata di abusi su minore e violenza sessuale. Intanto il marito si è trasferito in un'altra casa con il figlio più grande. Il 15 aprile l'incidente probatorio con il ragazzino
Figlio da 14enne, i difensori chiedono la scarcerazione: "Ha bisogno di cure e deve fare la mamma"
I legali della donna
“Tornare all'attività primaria di mamma e seguire un percorso di cura da uno psichiatra per trovare le ragioni di tutti gli accadimenti”. Sono i due motivi alla base della richiesta di revoca degli arresti domiciliari per la pratese di 31 anni accusata di violenza sessuale e atti sessuali sul ragazzino a cui dava ripetizioni di inglese e dal quale la scorsa estate, quando lui aveva 14 anni, ha avuto un figlio. La donna, insieme ai suoi avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, è arrivata oggi, lunedì 8 aprile, al Palazzo di giustizia di Firenze per l'udienza davanti ai giudici che dovranno decidere se concedere la libertà o mantenere la misura di custodia cautelare. L'indagata ha preso la parola e ha fatto dichiarazioni spontanee “in linea – hanno detto i difensori – con altre dichiarazioni fatte in precedenza nel procedimento, ha detto di sentire la necessità di intraprendere un percorso con uno specialista”.
La difesa ha depositato la documentazione, comprensiva di un dettagliato piano di appuntamenti, elaborata un esperto che ha dato la propria disponibilità a seguire la donna in un percorso terapeutico. A un mese dall'inchiesta e ad una decina di giorni dall'arresto, il marito della donna, indagato per alterazione di stato civile perché la procura di Prato è convinta che fosse a conoscenza di non essere il padre naturale quando ha riconosciuto il bambino, ha lasciato la casa insieme all'altro figlio. “Una separazione momentanea – hanno spiegato gli avvocati – lui continua a sostenere la moglie perché c'è amore, c'è sentimento e quant'altro, ma disapprova quello che sta emergendo dalla realtà processuale e anche per questo è consigliabile la separazione che, secondo gli esperti, darà modo alla signora di riflettere e di vivere con più tranquillità queste fasi”.
La procura aveva chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la misura degli arresti domiciliari basandola su due rischi: l'inquinamento delle prove sostenendo che la trentunenne, anche dopo essere stata indagata, avrebbe provato ad entrare in contatto con il ragazzo, e la reiterazione del reato attraverso messaggi ad altri giovanissimi. Elementi esclusi dalla difesa: “Non ci risultano contatti con il ragazzo, né con lui né con altri minori”, hanno detto gli avvocati. Poi la precisazione: “Risulterebbero visite in internet, da parte dell'indagata, a tre siti pornografici ma non pedopornografici, e nei disclamer di quei tre siti è indicato che gli attori sono tutti maggiorenni”.
In attesa del pronunciamento del Riesame, è confermato che lunedì 15 aprile sarà sentito, in sede di incidente probatorio e in modalità protetta, lo studente. E' stata la madre a rendersi conto che qualcosa disturbava la serenità del giovane e a scoprire il motivo del tormento poi denunciato alla polizia. La trentunenne ha parlato di rapporti sessuali con il giovane solo dopo il compimento dei 14 anni ma la ricostruzione della procura ne colloca altri in tempi precedenti.
 
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Data della notizia:  08.04.2019 h 16:25

 
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