15.04.2019 h 14:30 commenti

Figlio da un 14enne, è il giorno clou per l'inchiesta: il ragazzino in Tribunale per essere sentito dal giudice

E' iniziato l'incidente probatorio per raccogliere la testimonianza del giovanissimo che è diventato padre dopo la relazione con la 31enne che gli dava ripetizioni. Viene ascoltato in modalità protetta con accanto uno psicologo
Figlio da un 14enne, è il giorno clou per l'inchiesta: il ragazzino in Tribunale per essere sentito dal giudice
Ha varcato l'ingresso del Palazzo di giustizia qualche minuto prima delle 14.30 lo studente di 15 anni diventato padre la scorsa estate in seguito alla relazione con la sua insegnante di ripetizione, la trentunenne agli arresti domiciliari per violenza sessuale e atti sessuali su minore.
Accompagnato dall'avvocato Roberta Roviello che assiste la sua famiglia, il giovane è salito al secondo piano e qui, nell'aula protetta e accanto ad uno psicologo nominato dal tribunale, risponderà alle domande del giudice per le indagini preliminari Francesca Scarlatti. L'incidente probatorio servirà a cristallizzare le dichiarazioni del giovane che potranno essere poi utilizzate nel processo che sarà eventualmente celebrato.
Sarà il giudice a decidere se l'accusa (sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli) e la difesa (avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri) potranno rivolgere direttamente domande al quindicenne.
Il concepimento sarebbe avvenuto quando lo studente aveva già compiuto 14 anni ma la procura è convinta che rapporti sessuali ci siano stati anche prima. L'indagata ha sempre smentito questa costruzione temporale e sarà il giovane oggi a spiegare in che tempi e con quali modalità sia cominciata la relazione e i primi rapporti completi: se quando lui prendeva ripetizioni di inglese in vista dell'esame di terza media, quindi nella primavera del 2017, oppure successivamente. Lo spartiacque, ai fini dei capi di imputazione, è il passaggio da 13 a 14 anni. Prima dei 14 anni, infatti, anche l'eventuale consenso prestato dal minore per un rapporto sessuale non è ritenuto valido dalla legge.
“Siamo qui per capire - hanno detto gli avvocati Alfano e Nistri - ascolteremo la ricostruzione che emergerà dall’incidente probatorio”. I due legali hanno anche riferito che la donna ha appreso con dispiacere la decisione del tribunale del Riesame di confermare gli arresti domiciliari. “Voleva intraprendere il,percorso di cura dallo psichiatra - hanno detto - ci teneva molto”.
A mettere in moto l'inchiesta, all'inizio di marzo, è stata la denuncia presentata in questura dalla madre del ragazzo contro la trentunenne che, pur facendo l'operatrice sociosanitaria, si era offerta di dare ripetizioni di inglese anche in virtù di una conoscenza nata e coltivata con la frequentazione della stessa palestra. Il giovane, ad un certo punto, ha cominciato a manifestare tormenti e preoccupazioni che hanno allarmato la madre con la quale alla fine si è confidato.
Nelle mani degli investigatori le centinaia di messaggi che la Oss e il giovane si sono scambiati nel tempo e che evidenziano l'ossessione di lei e i tentativi di lui di sfilarsi da quel rapporto. Ossessione e minacce da una parte, disperazione e paura dall'altra.
Nell'inchiesta è indagato anche il marito della trentunenne (la coppia ha un altro figlio): l'uomo è accusato di alterazione dello stato civile perché la procura è convinta che fosse a conoscenza di non essere il padre naturale del bambino quando lo ha riconosciuto come suo.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  15.04.2019 h 14:30

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.

 
 
 
 

Speciale