15.03.2019 h 14:37 commenti

Figlio da quattordicenne, fino alla denuncia dei genitori il ragazzo ha continuato a vedere la donna ora sotto inchiesta

Emergono nuovi particolari dall'inchiesta della procura di Prato sulla relazione tra la trentacinquenne che ha avuto un figlio dallo studente a cui dava ripetizioni. I due hanno continuato a frequentarsi fino a pochi giorni fa. Centinaia i messaggi recuperati dal telefono della donna
Figlio da quattordicenne, fino alla denuncia dei genitori il ragazzo ha continuato a vedere la donna ora sotto inchiesta
Hanno continuato a frequentarsi anche dopo la nascita del loro bambino la donna di 35 anni indagata dalla procura per atti sessuali sul ragazzo, oggi quindicenne, a cui dava ripetizioni. A interrompere il loro rapporto è stata la denuncia presentata una settimana fa dalla madre del giovane che, appena saputo che le lezioni private dopo la scuola erano nei fatti una relazione intima, si è presentata in questura accompagnata dall'avvocato Roberta Roviello. Emerge anche questo dalle indagini che i sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli hanno affidato agli agenti della squadra mobile. Emerge che i due (lei è difesa dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri) hanno continuato a vedersi anche dopo il parto. Il loro figlio è nato sette mesi fa, quando ne mancavano ancora due al quindicesimo compleanno dello studente che il test del dna ha indicato senza ombra di dubbio come il padre biologico. Un risultato che non ha sorpreso perché la trentacinquenne, che di lavoro fa la Oss in una rsa privata e nel tempo libero si occupa di ripetizioni, non ha mai nascosto la paternità del suo secondo figlio che porta il cognome del marito. Marito che, pare accertato, fosse consapevole quando ha riconosciuto come suo il figlio del ragazzino.
Il verbale delle dichiarazioni spontanee rilasciate dalla moglie lunedì scorso è stato secretato dal procuratore Giuseppe Nicolosi. La riservatezza su quanto raccontato dalla trentacinquenne è massima in un momento cruciale di un'inchiesta di per sé delicatissima.
Il lavoro degli investigatori non conosce sosta: continuano a sfilare in questura le persone informate sui fatti – amici e conoscenti della donna – e le loro dichiarazioni vanno ad arricchire il quadro che la procura vuol completare il prima possibile per poi sottoporre il quindicenne ad un interrogatorio protetto.
Intanto arrivano alla spicciolata sulle scrivanie della procura i messaggi che nel tempo i due – donna e ragazzo – si sono scambiati. Una fitta corrispondenza, centinaia di messaggi whatsapp trovati nel telefonino della trentacinquenne e non è chiaro se altri siano stati cancellati. Il tenore delle chat si sarebbe inasprito quando il giovane ha cercato di allentare il rapporto. Deve essere stato questo, evidentemente, a spingere la sua insegnante di ripetizione a inviare messaggi su messaggi che hanno instaurato nello studente un disagio che la famiglia ha percepito fino a farlo emergere in tutta la sua gravità.
L'ipotesi di reato potrebbe cambiare e passare a violenza sessuale se sarà accertato che rapporti intimi ci sono stati anche prima dei 14 anni del giovane.
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  15.03.2019 h 14:37

 
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