28.03.2019 h 15:18 commenti

Figlio da allievo quattordicenne, nuova sfilata di testimoni in questura

Continua senza sosta l'inchiesta della procura di Prato che ieri ha portato ai domiciliari la trentunenne che ha avuto un figlio dal ragazzino a cui dava ripetizioni di inglese dopo la scuola. Il marito, indagato per alterazione dello stato civile, non si è presentato in procura dove era stato convocato per essere sentito dai magistrati
Figlio da allievo quattordicenne, nuova sfilata di testimoni in questura
Ci sarebbero ancora molte pagine da scrivere nell'inchiesta che all'alba di ieri, mercoledì 27 marzo, ha portato agli arresti domiciliari la donna di 31 anni accusata di atti sessuali e violenza sessuale per induzione sul ragazzino, oggi quindicenne, a cui dava ripetizioni di inglese e dal quale la scorsa estate ha avuto un figlio (leggi). Ne è convinto il procuratore Giuseppe Nicolosi: “Ci sono altri testimoni da sentire, familiari e persone vicine alla famiglia che possono aggiungere dettagli”. La famiglia è quella della operatrice sociosanitaria che nel tempo libero impartiva lezioni di inglese e del marito che è indagato per alterazione dello stato civile per aver dato – è la tesi degli investigatori – il suo cognome al bambino sapendo di non essere il padre. L'uomo, come la moglie difeso dagli avvocati Alfano e Nistri, è stato convocato in procura per essere sentito ma ha fatto sapere di non voler parlare. Quanto alla misura degli arresti domiciliari, i legali hanno annunciato già ieri il ricorso al Riesame per chiederne la revoca e a proposito della loro assistita hanno detto che “è molto scossa”.
Intanto continua l'esame dei computer sequestrati nel corso della perquisizione che la Squadra mobile ha fatto a casa dei coniugi, genitori di un altro bambino, e la lettura delle centinaia di messaggi che la donna nel tempo ha scambiato con lo studente. Il procuratore ha parlato di 'frequentazione di siti pedopornografici' e di “messaggi con altri adolescenti”.
Il rapporto con la donna, stando alle carte dell'inchiesta, sarebbe cominciato quando il ragazzino non aveva compiuto ancora 14 anni. Il concepimento invece è avvenuto a 14 anni compiuti. E' stata la madre del giovane ad accorgersi che qualcosa non andava: tormentato, preoccupato, nervoso il figlio e continuamente in contatto con la trentenne. Una situazione rappresentata anche alla direttrice e all'istruttrice della palestra dove la conoscenza tra le famiglie è nata fino a diventare una frequentazione più confidenziale tanto da affidare alla Oss il ragazzino per le ripetizioni di inglese in vista dell'esame di terza media. La verità è venuta a galla in tutta la sua gravità poche settimane fa: per la mamma del quindicenne il tempo – qualche giorno appena – di mettere insieme i pezzi del mosaico, contattare l'avvocato Roberta Roviello e presentarsi in questura per la denuncia.
Il procuratore Nicolosi ha inviato gli atti alla procura per i minorenni diretta da Antonio Sangermano. Toccherà al suo ufficio aprire una istruttoria socio-familiare per verificare l'idoneità genitoriale dei coniugi indagati.
 
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Data della notizia:  28.03.2019 h 15:18

 
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