02.04.2019 h 12:30 commenti

Figlio da allievo quattordicenne, la oss per due ore ha risposto alle domande di giudice e pm

Stamani l'interrogatorio di garanzia per la 31enne arrestata con l'accusa di di violenza sessuale per induzione e atti sessuali sul ragazzino al quale dava ripetizioni di inglese. Gli avvocati difensori: "Confidiamo nella scarcerazione da parte del Riesame, la signora ha offerto tutta la collaborazione necessaria per chiarire la verità dei fatti, ora confidiamo nella scarcerazione da parte del Riesame"
Figlio da allievo quattordicenne, la oss per due ore ha risposto alle domande di giudice e pm
Per più di due ore ha risposto alle domande del giudice ribattendo alle contestazioni e chiarendo lo scenario della relazione con lo studente, oggi quindicenne, a cui dava ripetizioni di inglese e dal quale, sette mesi fa, ha avuto un figlio come confermato dall'esame del dna. Serratissimo l'interrogatorio di garanzia a cui oggi, martedì 2 aprile, è stata sottoposta l'operatrice sociosanitaria di 31 anni arrestata il 27 marzo con l'accusa di atti sessuali su minore e violenza sessuale per induzione.
Accompagnata dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, la donna è arrivata al Palazzo di giustizia qualche minuto prima delle 10 ed è stata portata al secondo piano dove ha trovato ad attenderla il giudice delle indagini preliminari Francesca Scarlatti e i sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli. “Ha risposto a tutte le domande e ha confermato la versione già fornita agli investigatori”, hanno detto i legali al termine dell'interrogatorio. La versione, dunque, è la stessa data l'11 marzo, due giorni dopo l'avviso di garanzia, quando la trentunenne si presentò in procura per rilasciare dichiarazioni spontanee raccontando di aver avuto rapporti sessuali solo dopo il compimento del quattordicesimo anno d'età del ragazzino. Una versione che contrasta con la ricostruzione degli investigatori: “La signora – hanno aggiunto gli avvocati Alfano e Nistri – ha offerto tutta la collaborazione necessaria per chiarire la verità dei fatti”.
Nulla di più trapela sulle due ore e passa di interrogatorio se non il fatto che le contestazioni mosse dal giudice sono state molte e in gran parte legate alla valanga di messaggi inviati al giovane , in particolare a quelli dove la donna paventava la volontà di togliersi la vita se lui non avesse continuato a frequentarla.
La prossima tappa sarà al tribunale del Riesame che nei prossimi giorni fisserà la data dell'udienza per decidere se recepire o respingere la richiesta di revoca degli arresti domiciliari avanzata dai difensori. “La nostra non è una richiesta strumentale né difensiva – hanno spiegato i legali – è una richiesta dovuta perché ci crediamo”.
A convincere la procura a chiedere la misura cautelare sono stati il rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato: da una parte il tentativo dell'indagata di avvicinare il quindicenne iscrivendosi nella sua stessa palestra, dall'altra le chat con altri giovanissimi trovate nel suo computer sequestrato dalla polizia.
Indagato anche il marito della donna: nei suoi confronti la procura ipotizza il reato di alterazione di stato civile sostenendo che forse sapeva di non essere il padre quando ha riconosciuto come suo il bambino nato l'estate scorsa.
Tra le persone che presto saranno convocate in questura figura anche la madre dell'indagata che, come si sostiene nell'ordinanza di custodia cautelare, era a conoscenza della vera paternità del suo nipotino.
I sostituti Gestri e Boscagli, e con loro il procuratore Giuseppe Nicolosi, continuano a lavorare anche in vista dell'incidente probatorio del quindicenne che presto sarà chiamato a raccontare la sua versione e soprattutto a chiarire a quando risale il primo rapporto sessuale con la donna che gli dava ripetizioni di inglese e che, secondo gli investigatori, ha continuato a incontrare fino a che la madre non ha scoperto tutto mettendo la parola fine con una denuncia in questura.
nt
 
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Data della notizia:  02.04.2019 h 12:30

 
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